La vasta operazione dei carabinieri scattata all’alba nell’alto Riminese ha interessato anche il Rubicone. La cocaina per fornire le piazze di Savignano sul Rubicone, San Mauro Pascoli e Matteo arrivava da Novafeltria dove è stata scoperta una centrale della distribuzione di cocaina ad alti livelli. Erano dei commercianti del luogo a gestire il commercio. Fra questi un noto barbiere. Ora il “fiume” di droga che arrivava nel Rubicone è stato sbarrato.
I carabinieri del comando provinciale di Rimini, infatti, hanno eseguito 10 misure cautelari e 12 perquisizioni nei confronti di un gruppo di spacciatori operante sulle colline riminesi. Le indagini, coordinate dalla procura, hanno permesso di sequestrare diversi quantitativi di stupefacente destinati alla vendita al dettaglio, consentendo anche di scoprire i canali di rifornimento di stupefacente capace di rifornire la piazza di spaccio delle valli della provincia di Rimini e della zona del Cesenate e Rubicone, oltre al sequestro di immobili e auto di grossa cilindrata. Ci sono imprenditori e ristoratori locali molto conosciuti in Riviera tra gli arrestati nell’operazione chiamata ‘Siviglia 2017. I nome, mutuato dall’opera di Rossini, è stato scelto dagli investigatori perché lo spaccio ruotava intorno alla figura di un noto barbiere di 62 anni di Novafeltria, che come base operativa per lo smercio di cocaina e hashish utilizzava il proprio negozio. Oltre a un collaboratore del barbiere, sono finiti in carcere per spaccio anche un noto ristoratore di Novafeltria con attività anche a Rimini e un ex macellaio di Pennabilli. In totale sono finite in carcere 5 persone, 3 ai domiciliari e una persona è ancora da trovare. L’inchiesta quindi si è allargata tanto che, secondo i carabinieri, il gruppo era in grado di movimentare 5 chili di cocaina in poco tempo tra la Valmarecchia, Rimini, Savignano, San Mauro Pascoli e Gatteo. Lo stupefacente per le varie piazze veniva fornito da un gruppo di albanesi finiti in manette a loro volta in passate operazione sempre dei carabinieri. Due erano le principali piazze di spaccio: una nella Valmarecchia, a Novafeltria, e l’altra nel Rubicone. Quella di Novafeltria, come detto, vedeva tutto ruotare intorno al barbiere coi “clienti” che si accordavano con lui per ordinare le dosi. Nel corso degli anni l’uomo, secondo quanto emerso dall’inchiesta, grazie a questa attività collaterale aveva messo da parte un ingente patrimonio fatto di vetture di lusso, valori e cavalli per oltre 100mila euro nonostante dichiarasse un reddito ai limiti della povertà di 6mila euro all’anno. Nel corso della perquisizione a casa del barbiere sono stati trovati anche contanti e assegni, questi ultimi lasciati dai clienti a garanzia dello stupefacente acquistato.




















