Arrestata con 300 dosi di cocaina. Un’attività investigativa svolta dalla Polizia Giudiziaria del Commissariato di pubblica sicurezza di Cesena, nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti, ha portato venerdì scorso all’arresto di una trentanovenne, domiciliata nel Comune di Gatteo.

La donna, disoccupata e originaria della provincia di Rieti, era già nota agli archivi di Polizia per i suoi trascorsi e precedenti per droga. Solo a cinque mesi fa risale il suo ultimo arresto, operato nel riminese, per spaccio di sostanze stupefacenti, e la cessazione della misura cautelare dell’obbligo di firma nello scorso mese di febbraio.

Notata gravitare, nelle ultime settimane, negli ambienti legati alla tossicodipendenza del territorio di Cesena, gli investigatori la attenzionano cominciando a seguire e monitorare i suoi movimenti.

Nel corso di un servizio di osservazione e controllo, i poliziotti, che la seguono negli spostamenti, decidono di fermarla, mentre si trova alla guida della propria auto, e procedere così ad un controllo.

All’alt intimatole dalla pattuglia, la donna tenta però di eludere l’invito ad accostare cercando di proseguire la marcia, ma riuscendovi solo per qualche metro.

Fermata, ha subito uno stato di agitazione, e – invitata a scendere dall’auto – viene notata dagli operatori cercare, nel mentre, di disfarsi di un involucro in nylon, posto sul sedile e celato sotto le gambe, gettandolo maldestramente sulla sede stradale.

Prontamente recuperato dai poliziotti, l’involucro risulta contenere sostanza verosimilmente stupefacente che, da accertamento tecnico della locale Polizia scientifica, è risultata essere cocaina pari a un peso di 110 grammi.

Visto il rilevante quantitativo di droga rinvenuto, viene effettuata una perquisizione presso la dimora della donna dove vengono rinvenuti due bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi.

La cocaina sequestrata, tagliata e confezionata, avrebbe immesso sul mercato dello spaccio più di 300 dosi, con un introito di circa 15.000 euro.

La trentanovenne pertanto viene tratta in arresto, con immediata notizia al Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Forlì.

L’arresto è stato convalidato l’indomani dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Forlì che, vista la reiterazione di reato della stessa indole, l’assenza di fonti lecite di reddito e la spregiudicatezza nel delinquere appena libera dagli obblighi cautelari precedentemente imposti, dispone la custodia cautelare in carcere, in attesa dell’udienza in tribunale.

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