San Marino torna nelle mani della Democrazia Cristiana. A seggi ancora aperti si può ben dire che il Partito Democratico Cristiano Sammarinese ha stravinto la tornata. Se è ancora presto per dirlo, si può però già parlare di una percentuale che supera il 35% e in alcuni castelli si è avvicinata al 40%. Un risultato clamoroso e inaspettato di oltre il 10% rispetto alla precedente tornata elettorale.

Al momento lo schieramento da solo non è in grado di raggiungere la maggioranza assoluta, motivo per il quale sarà necessario o un accordo di governo che se non viene raggiunto entro 30 giorni si andrà o un ballottaggio.

A causa della grande frammentazione politica, quindi è quasi impossibile che la singola lista Pdcs riesca a raggiungere la maggioranza assoluta con questo primo turno, ragione per la quale si aprirà un’inevitabile fase di trattative. Per quanto riguarda le ‘dichiarazioni preventiva e vincolanti’ di alleanza, Libera e Elego si sono dette disponibili a discutere con tutti gli altri schieramenti, mentre Repubblica Futura ha indicato solo Libera. Gli altri tre schieramenti, invece, si sono detti disponibili al dialogo con quasi tutti gli schieramenti, ad eccezione di Repubblica Futura, il partito centrista considerato dagli altri partiti tra i principali responsabili della precaria situazione economica di San Marino.

I 34.511 elettori aventi diritto dovevano eleggere i 60 membri del nuovo Consiglio Grande e Generale, il parlamento unicamerale del Paese. La tornata arriva dopo una crisi di governo che ha messo fine alla legislatura un anno prima della naturale scadenza.

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