Tra gli ‘eroi’ della quotidianità che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto insignire ‘motu proprio’ delle onorificenze al Merito della Repubblica Italiana ci sono cinque romagnoli, o comunque personaggi che operano nel nostro territorio: Gessica Notaro, gli agenti di Polizia Francesca Romana Capaldo e Roberta Rizzo che hanno portato all’arresto dei responsabili degli stupri di Rimini, e Barbara Burioli e Rocco De Lucia, titolari della Siropack di Cesenatico.

Sono tra i trenta ai quali il capo di Stato, da tre anni, riconosce ai cittadini italiani che si sono distinti per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per il contrasto alla violenza.

Le motivazioni.

Gessica Notaro, 28 anni: ‘Per il coraggio e la determinazione con cui offre la propria testimonianza di vittima e il suo impegno nell’ambito della sensibilizzazione sul tema del contrasto alle violenze di genere’. È stata aggredita con l’acido dall’ex compagno nel gennaio 2017. Ha subito diversi interventi chirurgici all’occhio sinistro e al viso. Ha ripreso a lavorare al Delfinario di Rimini con i leoni marini e ha mostrato il suo viso davanti alle telecamere per testimoniare la violenza subita. In quanto ‘ex concorrente’ (nel 2007), in occasione di Miss Italia 2017 è stata l’ambasciatrice contro il femminicidio prestando la sua voce per una testimonianza trasmessa nelle piazze e località italiane coinvolte nelle selezioni regionali. È stata anche testimonial contro la violenza sulle donne, su Facebook, per il progetto benefico di Trussardi Lovyfighters di donazione a favore di Doppia Difesa.

Francesca Romana Capaldo, 41 anni, napoletana: ‘Per la sua esemplare attività di contrasto e prevenzione alla violenza di genere sia nell’ambito dell’esperienza svolta nel controllo del territorio sia in quella presso gli uffici investigativi’. Vice Questore aggiunto del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, da alcuni anni si occupa dell’attività di contrasto e prevenzione alla violenza di genere, svolgendo funzioni di coordinamento e supporto agli Uffici investigativi sul territorio nazionale. È coordinatrice nazionale del Progetto Camper, il Camper della Polizia di Stato contro la violenza di genere. L’impegno a tutela delle donne ha caratterizzato il suo percorso professionale anche nella pregressa esperienza maturata nel settore del controllo del territorio, ove si è fatta promotrice della diffusione del Progetto Eva tra gli operatori di volante, al fine di individuare i casi di violenza domestica che possano celarsi negli interventi per lite in famiglia. Ha guidato la squadra che ha portato all’arresto dei responsabili degli stupri avvenuti a Rimini a fine agosto scorso. Ha lavorato in tandem con la collega della mobile Roberta Rizzo.

Roberta Rizzo, 56 anni, di Nardò, LE: ‘Per il suo quotidiano impegno nella difesa delle donne e dei minori vittime di abusi e violenze’. Funzionario della Squadra Mobile della Questura di Rimini. Nell’ambito dell’attività prestata presso la 2^ Sezione – Reati contro la persona, in danno di minori, prostituzione e reati sessuali – svolge quotidianamente l’attività di ascolto delle numerose donne che si rivolgono alla Sezione specializzata, quali vittime di abusi e prevaricazioni, cercando di stabilire un rapporto empatico e di fiducia e fornendo loro ogni rassicurazione in relazione agli strumenti normativi vigenti, nonché ogni supporto di concerto con le autorità sanitarie locali ed i centri antiviolenza. Ha partecipato, in prima persona, alle molteplici attività investigative su maltrattamenti domestici e abusi sessuali a donne e minori. Ha lavorato con Francesca Romana Capaldo nell’operazione che ha portato all’arresto dei responsabili degli stupri di Rimini.

Barbara Burioli, 48 anni e Rocco De Lucia, 50 anni, di Cesenatico: ‘Per la straordinaria prova di umana generosità e sensibilità a sostegno di un loro dipendente gravemente malato e privo della copertura previdenziale’. Sono titolari della Società Siropack, specializzata nella produzione di sistemi di imballaggio per il settore agroalimentare e farmaceutico. Nel febbraio 2016 hanno assunto come terminalista, con un contratto di apprendistato part time, Steven Babbi, giovane di 22 anni, invalido civile al 100%. Steven combatte da 10 anni contro un sarcoma di Ewing che lo ha costretto ad assentarsi spesso dal lavoro per seguire le terapie. Inoltre, dal marzo scorso ha avuto un lungo periodo di convalescenza a causa di un intervento chirurgico. A settembre 2017, a seguito dell’interruzione dell’erogazione dell’indennità retributiva per malattia, l’azienda ha comunicato che si assumerà direttamente i relativi oneri retributivi. L’azienda è impegnata in un sistema di welfare flessibile, attento alle esigenze dei dipendenti, e come sostenitrice di progetti di ricerca in materia oncologica quali quelli promossi dall’Istituto Oncologico Romagnolo di Forlì.

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