Agevolavano la prostituzione all’interno di un residence di Rimini, in cambio di affitti esorbitanti per gli 11 appartamenti. In manette il 90enne riminese che per 20 anni ha gestito la struttura insieme alla moglie e ai due figli (anche loro indagati), e il 27enne di origine campana che gli era subentrato nel 2021. Sequestrato il residence e altri due appartamenti in una villetta poco distante, anch’essi utilizzati dalle prostitute.

I gestori pretendevano fino a 2000 euro al mese per l’affitto degli alloggi, piccolissimi e maltenuti. Sono accusati di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Il 90enne si avvaleva di collaboratori di fiducia per controllare i clienti e le ragazze, dalle quali pretendeva anche prestazioni a titolo gratuito.

L’operazione della polizia locale di Rimini, coordinata dal sostituto procuratore Davide Ercolani, è scattata questa mattina nella zona di Piazzale Kennedy. Le indagini erano iniziate nel 2020. L’attività investigativa degli agenti è stata rappresentata da lunghi e continui appostamenti nei pressi del residence nonché da intercettazioni (telefoniche, ambientali ed audiovideo) e dalle informazioni rilasciate dalle donne stesse. L’attività di prostituzione era proseguita senza sosta anche durante la pandemia, nonostante il lockdown. Identificati oltre 60 clienti in pochi giorni. Gli arresti e il sequestro degli immobili sono stati effettuati su ordinanza del Gip di Rimini Vinicio Cantarini. Nella foto un’immagine Rai tre.

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