Giulio Lolli, imprenditore di Bertinoro da 7 anni latitante in Libia, ricercato dalla giustizia italiana per le truffe della Rimini Yacht, con due mandati di cattura internazionale, emessi dalla Procura di Rimini, è stato arrestato dalle forze speciali di deterrenza ‘Rada’, militari che dipendono dal Ministero dell’Interno libico. A Rimini Giulio Lolli è accusato di associazione per delinquere finalizzata alla truffa e estorsione. L’ex imprenditore nautico era già finito nelle carceri di Gheddafi da cui era stato liberato dalle milizie ribelli alle quali si era unito per qualche tempo.

Lolli da imprenditore, da quando nel 2010 è fuggito rocambolescamente in Libia, si è costruito un’immagine da avventuriero. In Libia, dopo aver partecipato alla rivolta, era diventato uno dei luogotenenti delle forze speciali di sicurezza marittima del porto di Tripoli, guidate dal comandante Taha El Musrati, col compito dichiarato di fermare gli scafisti.

Con l’arresto, avvenuto martedì scorso, 29 ottobre, ma la notizia si è appresa solo oggi ed è stata confermata dall’autorità giudiziaria libica, si chiude un capitolo dell’imprenditore bolognese, quello della maxi truffa di Rimini Yacht, società che vendeva barche di lusso e che è fallita portandosi dietro un’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto importanti esponenti della Guardia di finanza, finanzieri legati alla P3 ed è arrivata a lambire perfino indagini riguardanti la ‘Ndrangheta.

Nel corso degli anni gli sono state sequestrate due ville, una a Pennabilli e l’altra a Casalecchio di Reno, per un valore di 2 milioni. Ora si trova nel carcere di Tripoli.

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