“Over the job” è il nome dato dalla Guardia di Finanza di Rimini all’operazione di contrasto al lavoro nero nella provincia riminese, conclusasi dopo un trimestre d’intenso lavoro che ha visto 15 interventi mirati al contrasto del lavoro sommerso nei confronti di altrettante imprese. Si tratta di alberghi, locali d’intrattenimento, ditte edili, distributori di carburanti e panifici.

Al termine delle operazioni sono stati identificati 51 lavoratori; 17 irregolari, dieci in nero: quattro italiani, tre albanesi, due ucraini e un egiziano. La Finanza ha irrogato sanzioni per 22.000 euro e ha segnalato due alberghi di Rimini, due ristoranti e un night di Riccione, per l’impiego di lavoratori in nero. Quattro le denunce, tre per altrettanti datori di lavoro, un lavoratore straniero, privo di permesso di soggiorno, perché risultato inottemperante a ordine di espulsione.

Sul fronte dell’avasione fiscale: un albergo di Rimini, dove è stato scoperto un lavoratore “in nero”, è risultato, seppur attivo dal 2014, non avere mai presentato la dichiarazione dei redditi, motivo per cui è stata acquisita tutta la documentazione amministrativo contabile per l’esecuzione di separata attività in materia fiscale finalizzata alla determinazione dei ricavi non dichiarati e delle imposte evase compresa l’imposta di soggiorno dovuta al Comune di Rimini. Al momento dell’accesso dei finanzieri è stata subito contestata la mancata emissione di 15 ricevute fiscali ad altrettanti clienti per un incasso di 4.200 euro, inoltre, il legale rappresentante è stato deferito all’Autorità Giudiziaria.

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