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Il Cesena riacciuffa (in dieci) il Bari

L’espulsione di Calò frena la voglia di riscatto dei bianconeri. Che però riescono a rimettersi in carreggiata a pochi minuti dalla fine, dal dischetto.

Un (buon) pari in rimonta. Raccolto in inferiorità numerica. Si dividono la posta, Cesena e Bari. Cesena e Bari che così, in classifica, restano appaiate. Con ampia vista sui play-off. E con (quasi) mezza salvezza già in tasca. Intanto, in riva al Savio, scoppia un piccolo ‘caso’ Berti’: il Talento di Calisese, come già era successo otto giorni fa al Ferraris, anche oggi è stato inspiegabilmente (diciamo pure vergognosamente) tenuto da Mignani in panchina per tutta la gara. Assurdo.

INVASIONE BARESE – Gara subito vibrante. Subito interessante. Al 10’ una punizione di Calò fa vedere i sorci verdi a Radunovic. Due minuti dopo Klinsmann si fa trovare pronto sul tiro di Benali. Al 14’ Francesconi (preferito a sorpresa a Bastoni) fa ammattire Mantovani & Friends. Ma a passare sono i galletti. Al minuto ventitré. Con Favilli. Proprio sotto la Curva Mare. Una Curva Mare che, per lunghi tratti del match, a livello di tifo verrà letteralmente annientata dalla numerosa e chiassosa delegazione pugliese (circa 2000 anime) sbarcata al Manuzzi. La reazione del Cavalluccio al vantaggio ospite? E’ alla camomilla. Fumosa. E al 35’,  a rendere ancora più in salita la strada dei bianconeri, arriva – con l’aiutino del Var – la sacrosanta espulsione di Calò (netta gomitata a Benali con palla lontana). La partita perde di intensità. Si vive di fiammate isolate, quasi sempre di marca barese. Da bollino rosso certi atteggiamenti ostruzionistici sfoderati dai biancorossi guidati dal ‘simpaticissimo’ Longo. Sì, simpatico come un bidone di sabbia dentro le mutande.

LA PRIMA VOLTA – Lo start della ripresa regala lo stesso undici bianconero. E pure la stessa scarsa reattività di Tavsan e soci dalla cintola in su. Al 58’ Bari vicinissimo al raddoppio, gran giocata di Maita, Donnarumma – a pochi passi dalla riga di porta – ci mette una pezza. Il Cesena lotta, ma a livello di qualità di gioco  resta di una pochezza quasi disarmante. Mignani si gioca (anche) la carta Bastoni, ma là davanti il povero Shpendi (poi sostituto da La Gumina) è troppo solo. E mal accompagnato. Dagli spagli piovono sbadigli. E tanti mugugni a tinte bianconere. Poi attorno all’80’, all’improvviso, il catino del Manuzzi si rianima. Prima Kargbo (buono il suo scampolo di gara, nonostante l’ex Crotone abbia già pronte sul letto le valigie…) colpisce un palo, poi Giua di Olbia concede un (giusto) calcio rigore al Cavalluccio: è La Gumina (al primo gol coi romagnoli) a gonfiare la rete dagli undici metri, proprio sotto la torcida di casa. Il Cesena, per un paio di minuti, accarezza pure l’idea di mettere la freccia. Ma finisce 1-1. E, per come si era messa la gara, va bene così. Benissimo così. (Flavio Bertozzi)

CESENA-BARI 1-1

CESENA: Klinsmann 6; Ciofi 6,5, Prestia 5,5, Mangraviti 5; Adamo 5,5, Calò 3, Francesconi 6 (26′ st Mendicino sv); Donnarumma 6,5; Antonucci 5 (17′ st Kargbo 6,5), Tavsan 4,5 (17′ st Bastoni 6); Shpendi 6 (26’ st La Gumina 7). A disp.: Pisseri, Veliaj, Berti, Piacentini, Manetti, Pieraccini. All.: Mignani 5,5.

BARI: Radunovic 6,5, Pucino 6, Mantovani 5,5, Obaretin 5,5; Favasuli 6 (21′ st Tripaldelli 5,5), Benali 6,5, Lella 6 (37′ pt Sibilli sv), Maita 6,5; Dorval 6,5; Falletti 6 (33′ st Bellomo sv), Favilli 7 (21′ st Bonfanti 5,5). A disp.: Pissardo, Marfella, Maiello, Manzari, Simic, Saco. All.: Longo 6.

ARBITRO: Giua di Olbia 5.

RETI: 23′ pt Favilli (B), 38′ st rig. La Gumina (C)

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