Per la Serie B. Per la Romagna colorata di bianco e nero. Per il Pirata di Cesenatico. Il Cesena batte (a fatica, con una buona dose di fortuna) anche l’Arezzo e conquista tra le mura amiche la sua ventesima vittoria stagionale. Una vittoria che, in attesa di vedere cosa combinerà domani all’orario dell’aperitivo la Torres sul difficile campo della Lucchese, in classifica porta la truppa di mister Toscano a +15 sui sardi. Tutto molto bello, direbbe il mitico Bruno Pizzul. Tutto.
BRIVIDI – Dopo la gara a porte chiuse con la Fermana, il Manuzzi, torna a rianimarsi. A trasudare storia, tifo e passione da ogni poro. La curva bianconera è (quasi) piena come ai bei tempi: la coreografia allestita prima del match per onorare il 20esimo anniversario della morte di Marco Pantani (che cade proprio domani, 14 febbraio) è da brividi. Nutrita anche la rappresentanza aretina salita in Romagna (circa 600 tifosi). In campo, nei primi diciotto minuti, non succede assolutamente nulla. I padroni di casa (che in attacco, al fianco di Corazza, presentano inizialmente Ogunseye e non Shpendi) sono ben controllati dalla truppa guidata dal vecchio Indiani. Poi, all’improvviso, la gara si incendia. Prima, il signor Vergato di Bari, non assegna un rigore solare ai bianconeri (Ogunseye buttato giù in area). Poi, un innocuo cross dalla destra scagliato verso l’area avversaria da Berti, viene deviato nella propria porta dallo sfortunatissimo Chiosa. L’Arezzo prova a reagire, senza troppa convinzione: al 28’ Gaddini fa comunque vedere i sorci verdi a Pisseri. Partita bruttina, si vive di fiammate improvvise. Quasi sempre griffate Donnarumma ed Ekuban. Si arriva stancamente all’intervallo senza altri sussulti degni di nota.
SBADIGLI – Dopo l’ormai solita carrellata di canzoni di merda vomitata dagli altoparlanti del catino dell’ex Fiorita, si può ripartire con la ripresa. Lo spartito è sempre il solito: partita molto spezzettata, pallino del gioco quasi sempre in mano ai bianconeri. Bianconeri che, però, non riescono a (ri)fare la voce grossa. Dagli spalti piove qualche sbadiglio di troppo. Ma la gara resta viva. Vivissima. Combattuta. Anche se l’Arezzo, pur riuscendo – col passare dei minuti – ad alzare il proprio baricentro, non graffia a dovere. A rendere ancora tutto più grigio arriva la solita girandola di cambi. Si entra, ancora una volta stancamente, ancora una volta fagocitati dalla noia, nell’ultimo quarto di partita. Ma il refrain non cambia: tanti errori negli ultimi venti metri, l’unico vero spauracchio (bianconero) arriva al 94’ su un tiro di Gaddini che colpisce una traversa clamorosa. Cesena batte Arezzo 1-0, dunque. Senza strafare. Senza brillare. Va bene così. Benissimo così. E ci mancherebbe altro. (Flavio Bertozzi)
CESENA-AREZZO 1-0
CESENA: Pisseri 6; Prestia 6, Piacentini 6 (31’ st Silvestri sv), Pieraccini 6,5; Adamo 5 (35’ st Pierozzi sv), Francesconi 6 (10′ st Varone 6), Saber 6,5, Donnarumma 6,5 (29’’ st David sv); Berti 6,5; Ogunseye 5,5 (11′ st Shpendi 6), Corazza 6. A disp.: Siano, Klinsmann, Pitti, Chiarello, Kargbo, Chiarello, Ciofi, De Rose, Giovannini, Coveri. All.: Toscano 6.
AREZZO: Trombini 5; Donati 5,5, Chiosa 5 (27′ st Pattarello sv), Risaliti 6, Montini 6 (36’ st Coccia sv); Foglia 5,5 (27′ st Catanese sv), Mawuli 5,5 (37’ st Settembrini sv); Lazzarini 6, Guccione 5, Gaddini 6; Ekuban 6,5 (1′ st Gucci 6). A disp.: Borra, Ermini, Bianchi, Damiani, Castiglia, Masetti, Coccia, Sebastiani. All.: Indiani 5,5.
ARBITRO: Vergaro di Bari 5.
RETI: 20′ pt Chiosa aut. (C)
