Tutto in funzione del sesso e non dell’amore.
Una posizione culturale utilitaristica che riduce la relazione a sfruttamento reciproco in funzione del solo piacere. Eliminata ogni responsabilità nella relazione, nel breve periodo, il ricorso al solo piacere stanca e toglie valore alla relazione stessa e allora va sostituito in continuazione cambiando la fonte del piacere. La relazione è oggi concepita come qualcosa di accidentale, fruibile, facile, non impegna nulla di noi stessi. È un percorso diseducativo che impedisce il formarsi di una relazione d’amore e che fa saltare i presupposti della famiglia.
Una società che non difende la famiglia nella sua funzione sociale ed educativa, é destinata alla disgregazione, perché dominata da una cultura utilitaristica, egoistica dove tutto è svenduto, anche la persona, persino la vita, pur di affermare solo i propri desideri.
Senza una dicotomia o una decapitazione che separi la ragione dal cuore non si spiega la caduta dei 𝗰𝗮𝘁𝘁𝗼𝗹𝗶𝗰𝗶 dentro la rete di un moralismo di superficie che si traduce nel relativismo vero nemico della promessa cristiana, della sua ipotesi e verifica esistenziale.

Domenico Samorani

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