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Lo Sceriffo della lotta all’evasione fiscale a San Marino nominato a capo dei servizi segreti Italiani

Il Generale della Guardia di Finanza Luciano Carta è lo 007 che meglio di tutti conosce la Repubblica di San Marino

Lo Sceriffo della lotta all’evasione fiscale a San Marino nominato a capo dei servizi segreti Italiani Aise.

Il Comitato Interministeriale di Sicurezza della Repubblica Italiana (CISR) ha nominato il nuovo Direttore dell’AISE nella persona del Generale della Guardia di Finanza Luciano Carta, mentre Direttore del DIS ha nominato un altro Generale della Guardia di Finanza, Gennaro Vecchione.

L’Aise, Agenzia informazioni e sicurezza esterna, ha compiti e attività di intelligence al di fuori del territorio nazionale e nel territorio nazionale nella branca del controspionaggio e può svolgere operazioni sia all’interno sia all’esterno del territorio nazionale, inteso quale spazio terrestre, aereo o navale o marittimo, come pure le ambasciate italiane all’estero.

Luciano Carta, 61 anni, numero uno dell’aire da poche ore, è l’uomo che meglio di tutti conosce i meccanismi della Repubblica di San Marino per avere supervisionato e cambiato le sorti della campagna contro l’evasione fiscale a San Marino e il riciclaggio. Ha lavorato in contatto col magistrato Fabio Di Vizio, il pm forlivese che ha dato vita alle inchieste come Re Nero e ha seguito da Bologna tutte le vicende legate al Titano. Appoggiò e fornì energie per le inchieste forlivesi che hanno cambiato la storia di San Marino. 

Carta è stato nel 1993 uno degli ufficiali di punta del pool Mani Pulite, dove ha coordinato alcune delle inchieste più importanti di Tangentopoli, incluse quelle su Fininvest, su Enimont, e sulla corruzione all’interno delle stesse Fiamme Gialle. È stato consulente della Commissione parlamentare antimafia e ha condotto indagini anticorruzione a Livorno e a Bologna.

Dopo avere diretto i reparti speciali delle Fiamme Gialle, è diventato capo di stato maggiore della Guardia di Finanza: nel 2016 era considerato uno dei candidati al vertice del corpo ma il governo Renzi scelse il generale Giorgio Toschi.

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