Ci sono leader di partito, imprenditori, ma anche criminali e presunti terroristi che vivono in Italia. Fanno parte della lista della cinese Zhenhua che dal 2006 avrebbe raccolto informazioni dettagliate su più di 4 mila italiani, tra i quali Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, ma anche narcotrafficanti legati a Cosa Nostra e alla ”ndrangheta, come Rocco Morabito. Fra i controllati, nell’archivio di questa società, c’è anche Massimo Pironi, ex sindaco di Riccione, 61 anni, ragioniere, sindaco della Perla Verde dal 2009 al 2013, consigliere regionale dell’Emilia Romagna dal 2005 al 2009. E’ stato anche vice presidente della provincia di Rimini e assessore dello stesso ente e pure presidente della Polisportiva. Aveva iniziato a lavorare da giovanissimo come cameriere e barista nelle stagioni al mare prima ancora di diplomarsi ragioniere. Le ultime sue apparizioni sono state quelle della vicenda del crac di Aeradria, dove era coinvolto.

Il database, che comprende 2 milioni e 444 mila nomi e relativi profili, è stato sottratto all’azienda e poi trasmesso a una società di intelligence australiana, che l’ha quindi girato a un consorzio di giornali internazionali.

Nella sezione italiana, analizzata dal Foglio, compaiono 4544 nomi

Una parte delle informazioni sarebbero raccolte in automatico dai software di intelligenza artificiale, ma c’è un dettaglio che rivela l’intervento di persone fisiche: a ogni soggetto schedato è associato un codice, oltre che «una mappa di connessioni e interessi». Il database Okidb suddivide gli oltre 4 mila nomi in tre sezioni.

I politici, vescovi e imprenditori

Nella prima categoria sono elencate le «persone politicamente esposte», come parlamentari, leader di partito, membri di varie istituzioni, fino ai consiglieri regionali e sindaci. Ci sono poi persone che lavorano nei settori industriali strategici e poi vescovi e prelati. Si tratta di circa 800 nomi, dalla prima in ordine alfabetico, l’ex ministro Adriana Poli Bortone, all’ex segretario Pd Walter Veltroni, oltre a Enrico Letta, Laura Boldrini, Lia Quartapelle, Giulio Tremonti.

Oltre a un codice identificativo, i nomi sono accompagnati dalla specifica se siano attivi o meno, con una o più immagini. Nell’elenco figurano anche persone legate alla Difesa e i vertici delle varie autorità portuali italiane, con particolare attenzione a chi lavora al porto di Trieste. E poi vescovi, come quello di Brescia, Pierantonio Tremolada, e quello di Biella, Gabriele Mana.

I leader di partito, gli imprenditori e i vescovi

La seconda categoria è definita dall’analisi de Il Foglio «tra le più anomale». Ci sono 1.012 nomi più strettamente legati agli obiettivi di interesse della Cina. In questa lista c’è l’intera famiglia Berlusconi, quella di Renzi, degli imprenditori Merloni e Ferrero. Una mappa che comprende non solo i famigliari, ma anche i partner dei leader di partiti politici, fratelli imprenditori di parlamentari, parenti di ex ambasciatori che sono diventati manager di società pubbliche.

La sezione dei «criminali»

Nell’ultima sezione ci sono 2.732 nomi con condannati e indagati, per lo più esponenti della criminalità organizzata. A ognuno è associata una parola chiave per definirne il profilo, come frode, droga, estorsione, traffico di esseri umani. C’è poi una descrizione degli «ambiti di interesse» e del contesto in cui operano.

Nell’elenco c’è il narcotrafficante calabrese Giovanni Palamara, legato ai cartelli della droga colombiani, connesso al boss della ‘Ndrangheta Rocco Morabito. Compaiono anche personaggi legati al terrorismo, come Imitias Khan, pachistano arrestato a Olbia con l’accusa di far parte di Al Qaeda.

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