Ravenna, 3 giugno 2024 – La Corte di Assise di Ravenna, presieduta dal giudice Cecilia Calandra, ha pronunciato un verdetto di assoluzione per entrambi gli imputati nel processo sulla morte di Danilo Molducci, il medico di Campiano deceduto a 67 anni il 28 maggio 2021. Stefano Molducci, figlio della vittima, e Elena Vasi Susma, la colf romena, erano stati accusati di omicidio, ma il tribunale ha stabilito che “il fatto non sussiste”. La Procura aveva chiesto l’ergastolo per il primo, assoluzione per la seconda. L’ipotesi era di un avvelenamento con sovradosaggio di farmaci, per un movente economico legato al patrimonio.

Il Caso

Danilo Molducci, stimato medico di Campiano, era stato trovato morto nella sua abitazione il 28 maggio 2021. La morte improvvisa del dottore aveva sollevato numerosi interrogativi, portando le autorità ad avviare un’indagine approfondita. Inizialmente, le circostanze della morte avevano fatto emergere sospetti di omicidio, con l’accusa che puntava il dito contro il figlio della vittima, Stefano Molducci, e la colf romena Elena Vasi Susma.

L’Accusa

Secondo la Procura, Stefano Molducci e Elena Vasi Susma avrebbero avuto un ruolo nella morte del medico. Le accuse si basavano su presunte tensioni familiari e testimonianze che suggerivano comportamenti sospetti da parte degli imputati. Tuttavia, la difesa ha sempre sostenuto l’innocenza dei due, argomentando che le prove a loro carico erano inconsistenti e che la morte del dottore era da attribuirsi a cause naturali.

Il Processo

Durante il processo, la difesa ha presentato una serie di testimonianze e prove a supporto della tesi secondo cui Danilo Molducci sarebbe deceduto per cause naturali. Gli avvocati difensori hanno messo in luce le carenze nelle indagini e nelle prove fornite dall’accusa, evidenziando come non vi fosse alcun elemento concreto che collegasse gli imputati alla morte del medico.

Il Verdetto

Il giudice Cecilia Calandra, al termine delle udienze, ha decretato l’assoluzione per Stefano Molducci e Elena Vasi Susma, dichiarando che “il fatto non sussiste”. La decisione del tribunale ha chiuso un capitolo doloroso per la famiglia Molducci, confermando l’innocenza degli imputati e sollevando dubbi sulla gestione iniziale del caso.

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