“Mi sento meglio. Vorrei solo tornare a casa”. Queste le parole oggi, 25 settembre, di Niva Bazzan, la donna alla quale è stato tagliato l’orecchio nella rapina in villa nel chietino nelle prime ore di domenica scorsa. E il marito è stato pestato sino a quando non ha perso i sensi ed è ora in ospedale con un trauma maxillo facciale.
Niva, di origini riminesi, è rimasta nella cittadina romagnola sino a quando non si è sposata col medico Carlo Martelli, 69 anni, chirurgo cardiovascolare in pensione, fondatore dell’associazione Anffas. Niva, come dicevamo è nata e ha studiato a Rimini; una donna che ha seguito il marito dopo il matrimonio, in Abruzzo.
Questa mattina è stata sottoposta ad un esame coronarico, e, per fortuna è andato tutto bene; “Sì, mi sento meglio – ha detto – e spero di tornare a casa presto. Alla nostra normalità, perchè noi siamo persone normali”. “Sono stati momenti di terrore, brutti, difficili; mi hanno buttato a terra, pensavo volessero uccidermi. Poi è stato tutto come la scena di un film, dove i fotogrammi passano e non sai se siano reali, dove non sai cosa fare se non supplicare. Una violenza inaudita, non giustificata dal fine; avevo paura mi uccidessero. Perchè quell’uomo, come era stato capace di tagliarmi l’orecchio, poteva togliermi la vita” A chi le ha chiesto cosa farà una volta a casa, ma soprattutto come affronterà la quotidianità dopo l’accaduto, ha sottolineato: “Non so rispondere, spero solo di reagire”.
Le indagini sulla banda – 4 persone – proseguono in maniera serrata; hanno abbandonato l’auto vicino al Casello A14 nella mattinata di domenica. Il Questore Ruggiero Borzacchiello, oggi in tarda mattinata ha fatto sapere che “non si esclude siano gli stessi che hanno perpetrato altre rapine in zona. Potrebbero anche essere pugliesi e appartenenti ad alcune bande legate alla criminalità organizzata”. Tre banditi sono partiti con l’auto di Carlo Martelli da Contrada Carminello, mentre un quarto è rimasto nella villa a “sorvegliare i coniugi”. I tre hanno tentato di prelevare in diversi bancomat senza esito, poi in via Percossa Cesia, hanno effettuato 8 prelievi per un totale di 1.800 euro. Le telecamere hanno immortalato due uomini con volto coperto da passamontagna e berretti e un terzo, sempre col volto coperto, in auto. Infine, sempre con la stessa auto sono tornati alla villa per riprendere l’altro rapinatore e, con l’auto del medico, sono fuggiti. Le indagini sono serrate; telecamere, celle telefoniche, impronte. Gli inquirenti sarebbero vicini ad individuare i responsabili.
Cristina Fiuzzi
