Per una volta non parliamo dei (tanti) difetti e delle (tante) lacune del Cesena. Delle stupide amnesie di Kupisz, dei piedi quadrati di Kone o dei ‘lisci’ di Fazzi. Delle hostess tettone (e scosciate) presenti nelle sale vip degli stadi cadetti. No, per una volta parliamo dei pregi e delle qualità di questo ‘povero’ Cavalluccio spelacchiato. Delle qualità (non solo) castorizzate di questo gruppo che, contro tutto e contro tutti (arbitro compreso), a Frosinone è riuscito ad arpionare con le unghie un punto che profuma di (mezza) impresa. Un punto che sa di grinta, di passione, di carattere, di ardore agonistico. Di cappelletti in brodo. Di piadina alta un dito (non quella riminese, sottile…).
INGUARDABILE – E’ figlio della sana cattiveria e della tenacia di Dalmonte e soci, questo rocambolesco 3-3. Della furbizia della corazzata Frosinone guidata dal ‘simpaticissimo’ Longo. Ma, soprattutto, di (almeno) tre colossali (e vergognose) ‘cappelle’ sfoderate dall’inguardabile signor Pillitteri. Se non ci fosse stato in campo questo terribile uomo nero (anzi, uomo nero e viola…), questa partita, l’avrebbe infatti portata a casa con merito la truppa guidata dal tarantolatissimo Castori. O no? Espulsione gratuita per quel gran ‘patacca’ di Kupisz, rigore da…Scherzi a parte, regolarissimo gol annullato a Laribi, ‘rosso’ per quel chiacchierone di Cacia: il (per usare un eufemismo…) distrattissimo fischietto di Palermo, aiutato dai suoi ‘valenti’ collaboratori, ai bianconeri, allo Stirpe ne ha combinate davvero di cotte e di crude. Clamorosamente. Vergognosamente. Facendo letteralmente schiumare di rabbia tutta la comitiva cesenate presente in Ciociaria. Facendo balenare in testa a tanti tifosi ospiti qualche…dubbio strano (state tranquilli: certi arbitri non sbagliano perché sono in malafede, ma semplicemente perché sono scarsi).
MARCO CARTA – Poteva diventare una guerra (in stile Lumezzane), questo match. Pur a fatica, però, l’incazzatissimo Castori e i suoi figliocci, sono riusciti a restare (abbastanza) lucidi. A dimostrare maturità. A replicare, coi fatti e non con i cazzotti, alle stronzate sfoderate da questo poker di personaggi (arbitro+bis di guardalinee+quarto uomo…) che, a conti fatti, è stato più irritante di un programma domenicale di Barbara D’Urso. Concentrazione, corsa, cuore, umiltà, qualità (mamma mia, Laribi: chapeau!), velocità (che bravo Yallow!), parate (sì: Fulignati sa essere anche decisivo…): ecco cosa ha salvato il Cesena a Frosinone da una sconfitta che, a un certo punto, sembrava sicura. Vale oro, anzi platino, questo pareggio. Anche perché, proprio a Frosinone, il Cesena potrebbe (forse) avere capito di essere una squadra con le palle. Questo ‘povero’ Cesena, noi lo diciamo da una vita, può salvarsi. A patto che non trovi però sulla sua strada altri arbitri (scarsi, saccenti, spocchiosi) come il raccomandatissimo Pillitteri. Pillitteri? Sarebbe da fermare su-bi-to!!! Come Renzi, d’altronde. Come Marco Carta. Come Valerio Scanu.
Flavio Bertozzi
FROSINONE-CESENA 3-3
FROSINONE (3-4-3): Bardi; Brighenti (5′ st Soddimo), Russo, Krajnc; M.Ciofani, Maiello, M. Gori (19′ st Matarese), Beghetto; Ciano, Dionisi (27′ st Citro), D.Ciofani. A disp: Zappino, Vigorito, Terranova, Tarasco, Crivello, Besea, A. Gori, Verde, Volpe. All: Longo.
CESENA (4-4-1-1): Fulignati; Perticone, Esposito, Scognamiglio, Fazzi (37′ st Moncini); Kupisz, Schiavone (27′ st Donkor), Kone, Dalmonte (29′ st Vita); Laribi; Jallow. A disp: Agliardi, Melgrati, Mordini, Cacia, Panico, Maleh, Sbrissa, Setola, Rigione. All: Castori.
ARBITRO Pillitteri di Palermo.
RETI: 18′ pt Laribi (C), 20′ pt Beghetto (F), 32′ pt Laribi (C), 35′ pt Dionisi (F) su rigore, 32′ st Soddimo (F), 38′ st Jallow (C)