Ucciso con un unico colpo violento alla testa, forse sferrato con un martello. Questo il colpo mortale.

Addirittura si è anche pensato che il trauma al cranio sia stato prodotto da un’arma da fuoco. Così sarebbe morto secondo la prima ispezione cadaverica del medico legale Rocco Desiante, 43 anni, il pizzaiolo originario di Gravina di Puglia in provincia di Bari, trovato cadavere nella sua abitazione di via Castiglione a Castiglione di Cervia nella notte tra sabato e domenica 7 ottobre.

E sempre secondo i primi accertamenti l’uomo sarebbe stato ucciso 4 giorni fa. Il corpo aveva iniziato il processo di decomposizione e in casa c’era un forte fetore tanto che gli inquirenti della Scientifica dei Carabinieri questa mattina per poter lavorare hanno aperto le finestre dell’appartamento situato al piano terra di una palazzina con lo spiazzo per parcheggiare le auto dei condomini chiuso con una sbarra a comando elettrico. L’appartamento è di proprietà di un amico, lo stesso che ha dato l’allarme perché non vedeva più Rocco e si era preoccupato, così ha dato l’allarme dopo aver constatato che la porta era chiusa e che non rispondeva nessuno.

I Vigili delFuoco hanno aperto la porta e hanno trovato il corpo senza vita dell’uomo, in parte sul divano, che aveva perso sangue, ormai raggrumato, dalla testa. Gli inquirenti hanno cercato l’arma del delitto che potrebbe essere un oggetto, tipo un martello, ma non sarebbe stata trovata. L’assassino (o forse gli assassini) è molto probabilmente una persona che la vittima conosceva e che lui stesso ha fatto entrare.

Nella casa non c’erano infatti segni di scasso e la porta d’ingresso era chiusa dall’interno: il killer se la sarebbe tirata dietro, lasciando il luogo del delitto. I Carabinieri hanno sentito a lungo l’uomo che ha dato l’allarme così da ricostruire la vita del pizzaiolo. Sono passati a sentire i vicini di casa per capire se nelle giornate precedenti avessero notato qualcosa di strano. Interrogata anche una donna, ma gli inquirenti coordinati dal Sostituto Procuratore Antonio Vincenzo Bartolozzi mantengono il massimo riserbo.

Le indagini quindi scavano nella vita della vittima. Originario di Gravina di Puglia (Bari), ma da anni residente in Romagna, Rocco Desiante aveva lavorato fino a poco più di un mese fa nella pizzeria Vecchia Romagna che si trova a circa 800 metri dalla scena del crimine anche se il locale è in un altro vicino paese, quello di Castiglione di Ravenna. Aveva lavorato come stagionale, prima di mettersi in malattia. Il suo contratto sarebbe comunque scaduto alla fine del mese scorso.  L’ultima volta era stato visto mercoledì sera, nel bar del paese a guardare una partita di Champions League.

Al setaccio soprattutto l’ultimo periodo di vita e le frequentazioni di Desiante, incensurato. Si sta cercando di capire se recentemente era entrato in contrasto con qualcuno, una persona con cui può avere litigato, e per quale motivo. Proprio un’accesa discussione degenerata è l’ipotesi principale su cui si stanno concentrando le indagini dei Carabinieri.

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