SCOPERTA TRATTA DI ESSERI UMANI TRA GRECIA E ITALIA DAI CARABINIERI DI RICCIONE. NELL’AMBITO DEL CONTRASTO AL FENOMENO DEL TRAFFICO DI ESSERI UMANI, I CARABINIERI CON LA POLIZIA ELLENICA HANNO ESEGUITO IN GRECIA UN MANDATO DI ARRESTO EUROPEO PER I REATI DI FAVOREGGIAMENTO DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA E SOPPRESSIONE DI CADAVERE NEI CONFRONTI DI UN PAKISTANO RESIDENTE IN GRECIA.
I Carabinieri della Compagnia di Riccione, coadiuvati nelle operazioni da personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia Divisione S.I.Re.N.E. e dall’Esperto per la Sicurezza di stanza ad Atene, attivato secondo le procedure della cooperazione internazionale di polizia, hanno dato esecuzione ad un Mandato di Arresto Europeo emesso a carico di un cittadino di origine pakistana residente in Grecia, ritenuto responsabile dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e soppressione di cadavere, connessi al ritrovamento di un corpo in avanzato stato di decomposizione occultato all’interno del canale di raccolta delle acque piovane in località Montalbano nel comune di San Giovanni in Marignano (RN) dello scorso 07 settembre 2018.
Il corpo in avanzato stato di decomposizione fu scoperto per via del forte odore che emanava. Alcuni passanti scoprirono il cadavere e avvertirono i carabinieri. Era il corpo di un maschio giovane pakistano. I parenti hanno poi raccontato agli inquirenti, il padre e il cugino, che il ragazzo Hussain Maalik, allevatore in Grecia, aveva pagato 5mila euro per raggiungere l’Italia grazie a due malviventi che facevano il trasporto di cavalli da corsa. Gli stranieri venivano nascosti nel carro degli animali tra le balle di paglia.
E’ partita subito un’indagine che ha portato al trasportare di cavalli e clandestini. Si è arrivati così ad Alì Irfan, pakistano 33enne, che arrivato a San Giovanni in Marignano ha trovato il corpo del 26enne. Impaurito, si è disfatto del cadavere gettandolo nel fosso di Montalbano. Secondo gli inquirenti sarebbero almeno 5 gli stranieri che, con lo stesso metodo, sono arrivati in Italia. Ad Alì Ifran, arrestato dai militari dell’Arma in Grecia, sono stati contestati i reati di occultamento e soppressione di cadavere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
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