La Centrale del Latte di San Marino, un’eccellenza dell’antica Repubblica, passata dal 2016 alla Cooperativa Agricola Latte Sammarinese dopo aver investito in ristrutturazioni e ammodernamento degli impianti somme esorbitanti grazie anche all’impegno personale dei soci e vedendosi chiusa dallo Stato la possibilità di agire in regime di esclusiva nella vendita del latte fresco e a lunga conservazione in Repubblica, non si dà per vinta.

Nonostante lo Stato abbia fatto spallucce riguardo la richiesta di poter prorogare la cosiddetta “zona bianca” in favore della Centrale del latte della Repubblica di San Marino mantenendo il regime di esclusiva, i soci non vogliono lasciare morire un’intera filiera, non vogliono buttare 70 anni di storia di altissima qualità che la Centrale ha offerto a tutti i cittadini Sammarinesi, forse gli unici, o i pochi, al mondo che hanno consumato nel giro di poche ore un latte appena munto da capi di bestiame allevati come ormai, purtroppo, non si usa più. E non vogliono nemmeno pensare che 14 dipendenti, 6 collaboratori esterni e 5 aziende con 10 dipendenti possano restare senza nulla in mano. Insomma per dirla con una classica frase “non vogliono piangere sul latte versato”, in questo caso dallo Stato. Così la Centrale del Latte di San Marino ha stretto un accordo ed è stata accreditata dalla Federazione Russa a vendere i suoi prodotti. A questo punto si apre un mondo. Non solo, ma ci sono in ballo altri accordi con grandi aziende per poter dare ancora vita a questo gioiello che ha fornito ai sammarinesi prodotti senza fitosanitari e antibiotici.

 

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