Si è conclusa nella giornata di ieri con gli arresti e le ultime perquisizioni l’operazione denominata “Cannabis hills” che ha portato all’individuazione da parte dei Carabinieri Forestali della stazione di Rimini sulle colline di Covignano, già nella serata di sabato 28 ottobre, di una estesa piantagione di Canapa indiana con annesso laboratorio di prima lavorazione e all’arresto di due riminesi: il proprietario del terreno, incensurato, e il cosiddetto “custode” con analoghi precedenti di detenzione e spaccio.

Dalla successiva perquisizione, disposta dalla Procura di Rimini, che ha fin da subito coordinato le attività di indagine, della residenza del “custode” è scaturito il ritrovamento di una soffitta nascosta e completamente adibita ad essiccatoio e laboratorio di lavorazione delle infiorescenze di cannabis.

E’ stato posto sotto sequestro l’intero appezzamento di terreno di circa 1500 metri quadrati, situato tra le colline di ulivi del Colle di Covignano, nascosto alla vista con reti ombreggianti; sul terreno sono state ritrovate, pronte per essere tagliate e raccolte circa 250 piantine di Cannabis sativa del peso medio di circa 1 Kg. mediamente a pianta.

Sul posto era anche presente moltissimo prodotto vegetale raccolto e selezionato in base alla tipologia organolettica (infiorescenze, foglie, fusti ecc.), circa una cinquantina di chilogrammi. di materiale verde, oltre a materiale per la prima lavorazione ed essicazione della cannabis. E’ proprio l’odore acre che proveniva dall’appezzamento, a causa dalla ventilazione forzata esercitata da un essiccatore ad aria, che ha insospettito i militari della Stazione Carabinieri Forestale di Rimini che, nella serata di sabato stavano perlustrando il territorio collinare della città di Rimini. E’ così stato avviato il controllo che ha portato alla scoperta della coltivazione a cielo aperto e dell’annesso laboratorio di prima trasformazione e di una roulotte.

Sequestrati in loco anche bottiglie contenenti foglie di mariuyiana e rhum, contenitori e materiali per il trasporto, la coltivazione (forbici, fertilizzanti, impianto di irrigazione), la selezione e il frazionamento (bilancini) oltre ad una dose di 10 gr. pronta per la vendita, denaro in contanti e una sciabola in metallo..

L’area è stata posta sotto sequestro ed è tutt’ora oggetto di sorveglianza da parte dei militari della specialità forestale in attesa della disposizione che ne decreti la distruzione.
Sul posto era presente il riminese A.B., classe 1969, custode dell’appezzamento con precedenti specifici, direttamente coinvolto nell’attività di coltivazione che è stato arrestato. Successivamente è stato arrestato il proprietario del terreno V.C., riminese classe 1960, incensurato e anch’esso coinvolto nell’attività di coltivazione e detenzione. Entrambi dopo essere stati foto segnalati dai militari del Comando Provinciale CC di Rimini sono stati tradotti in carcere nella giornata di domenica.

Già nella notte, e a seguire nella giornata di domenica, le attività di indagine hanno interessato l’appartamento di proprietà di A.B. in Rimini – San Giuliano dove i militari hanno scoperto una soffitta, a cui si accedeva solo attraverso una botola, destinata all’essicazione e alla preparazione per la commercializzazione delle infiorescenze di cannabis.

Stimato un quantitativo di circa 50 kg. di materiale essiccato o in essicazione.
Annientata l’attività di coltivazione, produzione e prima lavorazione della cannabis, proprio in prossimità del centro urbano di Rimini, sono in corso indagini finalizzate alla caratterizzazione della rete di spaccio del materiale stupefacente.

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