E’ stata liberata da un inferno. Per 8 anni è stata segregata in casa dal marito e picchiata quasi quotidianamente. Senza soldi, senza poter uscire a fare la spesa, senza permesso di soggiorno, senza poter andare a scuola di italiano o a imparare a leggere o a scrivere in arabo, la sua lingua d’origine. E’ dal 2010 che una donna 35enne di origine marocchina viveva in queste condizioni, controllata da tre telecamere a circuito chiuso fatte installare all’ingresso della casa dal marito, 51enne connazionale che, da oggi, non potrà più avvicinarsi alla moglie e ai figli per più di un chilometro, come stabilito dal gip del Tribunale di Rimini dopo l’indagine dei carabinieri coordinati dal pm Davide Ercolani. La donna è stata liberata dalla sua condizione grazie all’intervento dei militari di Santarcangelo che qualche mese fa hanno bussato alla sua porta, dopo aver ricevuto una mail di denuncia dal Marocco, firmata dall’anziano padre della donna. I carabinieri si sono subito attivati e l’hanno liberata.

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