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Sequestrate 2,5 tonnellate di droga, in quattro in carcere

200 balle di marijuana e un paio di borsoni colmi di hashish e olio di hashish, per un valore di mercato di 20 milioni di euro

Un italiano e tre albanesi sono finiti in carcere a Ravenna a seguito della clamorosa operazione di controllo dei Carabinieri che il 10 novembre scorso hanno scoperto e sequestrato un ingente quantitivo di droga, oltre 2 tonnellate e mezzo: 200 balle di marijuana e un paio di borsoni colmi di hashish e olio di hashish, per un valore di mercato di oltre 20 milioni di euro.

I quattro sono un italiano D. B. di 26 anni con precedenti penali, di Nichelino (TO). Il giovane è stato colto e arrestato in flagranza di reato. I suoi complici, tre albanesi di 21, 25 e 48 anni – rispettivamente B. D., E. A. e A. K. – sono stati invece individuati, fermati e arrestati – indiziati di reato – alcune ore dopo.

L’operazione ha preso il via da un normale controllo del territorio dei carabinieri di Cervia Milano Marittima coadiuvati da quelli di Savio che venerdì 10 novembre, intorno alle 5 del mattino, hanno inseguito a Savio un furgone Fiat Iveco che stava percorrendo via Romea Sud in direzione di Ravenna con a bordo due persone. L’andatura del mezzo era sospetta e una volta fermato è stato scoperto il carico: il furgone era stracarico di droga. I due uomini a bordo del furgone hanno cercato di sfuggire al controllo dei Carabinieri, accelerando, ma poi si sono visti costretti ad abbandonare il mezzo e a scappare. Il conducente del furgone, il giovane italiano, è stato subito preso sul fatto. L’altro invece è riuscito a dileguarsi, ma ne sono scattate subito le ricerche.

Ricerche che hanno avuto esito positivo tre ore dopo, intorno alle 8.30, quando tre uomini con fare sospetto sono stati individuati in un bar di Savio, tra i quali il complice dell’italiano già arrestato. Quindi sono scattati i fermi, i successivi accertamenti e gli arresti.

Secondo quanto riportato dal Comandante Roberto De Cinti nel corso della conferenza stampa di oggi, la droga è arrivata con ogni probabilità dal mare, forse dall’estero e non si esclude dalla stessa Albania, sbarcata da un’imbarcazione a Lido di Classe presso uno stabilimento balneare e poi caricata sul furgone fermato. Ravenna sarebbe stata solo luogo di sbarco per essere portata altrove, in quanto nessuna delle quattro persone arrestate era stata mai segnalata in precedenza in zona.

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