Il Tribunale Amministrativo Regionale ha dichiarato illegittimo il Masterplan deliberato dall’Amministrazione di Rimini. Il Tar dell’Emilia-Romagna ha così accolto il ricorso presentato da alcuni residenti della frazione di Santa Giustina: “il Consiglio comunale di Rimini in base a un “atipico atto pianificatorio” aveva respinto la richiesta del piano particolareggiato, che risultava pero’ conforme al Ptcp (Piano territoriale di cooordinamento provinciale) e al Piano regolatore vigente, non in contrasto con il Psc (Piano strutturale comunale) e non soggetto a Vas (Valutazione ambientale strategica)”.

La sentenza è una doccia fredda per l’Amministrazione riminese che risponde con una nota del sindaco Andrea Gnassi, confermando l’intenzione di ricorrere in appello:

“E’ una sentenza inaspettata quella deliberata dal Tar dell’Emilia Romagna che ha accolto il ricorso presentato dal privato e che ha annullato il diniego da parte del Consiglio Comunale nel 2013 a un piano particolareggiato presentato in variante agli strumenti urbanistici allora vigenti. Sorprende soprattutto perché ad oggi tutti i ricorsi presentati negli anni da altri cittadini sono stati respinti sia in I sia II grado, senza lasciare spazio a dubbie interpretazioni.

Per quanto riguarda le iperboli che ipotizzano l’annullamento di atti amministrativi con l’annullamento del Masterplan strategico, va sottolineato che il Consiglio Comunale per dare attuazione al nuovo modello di sviluppo urbanistico ha approvato oltre al Masterplan (che rappresenta un atto di indirizzo) anche la cosiddetta variante “taglia cemento” – che si precisa non è interessata dalla sentenza in questione – e successivamente in via definitiva RUE e PSC. Tutti questi elementi spingono l’Amministrazione ad opporsi a questa sentenza del Tar e dunque si rinvia ogni ulteriore valutazione e considerazione nel merito dopo l’esito dell’appello.

In attesa della pronuncia, è giusto ripercorrere le tappe che hanno portato fino a questa ultima sentenza. Ogni scelta dell’Amministrazione Comunale dal 2011 è andata nella direzione politica di uno stop al consumo del suolo: il primissimo atto sono state le linee di mandato amministrativo; poi è stato il momento del Masterplan strategico, quale atto di indirizzo e quindi di direzione politica e che ha trovato applicazione pratica attraverso l’approvazione di PSC e Rue, strumenti di pianificazione urbanistica definiti e redatti in rigorosa coerenza con la filosofia espressa dagli indirizzi e principi contenuti nel Masterplan. L’amministrazione conferma anche oggi questo orientamento, volto a promuovere un nuovo e più sostenibile modello di sviluppo del territorio, e lo difenderà in tutte le sedi a tutela del territorio e della comunità riminese.”

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