di Camilla Cupelli, 5 Maggio 2023
Attesa e futuro incerto per Alex Cotoia. Dopo sei ore di camera di consiglio la Corte d’appello di Torino ha sollevato, ieri, una questione di legittimità per il caso di Alex Cotoia (ai tempi Alex Pompa), oggi 21enne, che il 30 aprile 2020 uccise a coltellate il padre Giuseppe a Collegno, nel Torinese per difendere se stesso, la madre e il fratello dalle violenze dell’uomo. In primo grado il giovane era stato assolto “perché il fatto non sussiste” per legittima difesa. Il pm aveva chiesto per lui 14 anni in primo grado e anche in appello aveva chiesto la stessa pena. La Corte ha però deciso di sollevare la questione di legittimità costituzionale: il caso finirà davanti alla Suprema Corte.
La questione di legittimità riguarda, secondo quanto si apprende, la “proporzionalità” della pena, che deve essere commisurata al fatto e alla personalità di chi ha commesso il fatto. Il legale di Alex, Claudio Strata, ha sempre sostenuto la legittima difesa. Le violenze di Giuseppe Pompa sono state documentate durante il processo di primo grado. Alex ha inferto al padre 34 coltellate in quella che la sentenza di primo grado ha chiamato una “lotta ingaggiata per la sopravvivenza”.
La questione di legittimità riguarda l’impossibilità di applicare le attenuanti generiche. La corte d’appello sembra comunque non ravvisare la legittima difesa e quindi la condanna sarebbe per omicidio ma la Corte Costituzionale dovrà pronunciarsi sulla possibilità di rivedere la pena (che sarebbe quindi inferiore a 14 anni). Prosegue al link: https://www.lapresse.it/cronaca/2023/05/05/torino-uccise-padre-dopo-violenze-il-caso-di-alex-finisce-davanti-a-corte-costituzionale/




















