L’aeroporto Ridolfi è fermo da 6 anni e una settimana. L’annuncio della nuova società F.A. di aprire lo scalo forlivese il 1° giorno di Aprile è sembrato più un bel pesce di Aprile, più grosso di quello fatto da alcuni buontemponi di Cervia con una foto-tarocco di una mega balena spiaggiata sulla costa di Milano Marittima.

Per ora ad essere spiaggiato è l’aeroporto di Forlì che non riprende la sua attività nonostante, ci siano, nella società FA, la Srl a capitale interamente privato che si è aggiudicata la concessione di gestione aeroportuale a seguito di gara europea, una grande espressione dell’imprenditoria romagnola.

Si, ci sono grandi nomi che hanno creato dei colossi. Basta dire che a guidare la (F.A. Srl costituta per l’aeroporto) c’è Giuseppe Silvestrini, già numero uno di Unieuro e c’è Ettore Sansavini, presidente del Gruppo Villa Maria. Tra i soci, poi, con una quota minore, c’è anche Cmc di Ravenna che partecipa insieme ad Orogel, azienda leader di surgelati. C’è sono pure Ponzi Infissi, leader negli ingressi automatici, c’è Cittadini dell’Ordine, importante azienda di vigilanza privata e pure Orienta Partners che gestisce investimenti di private Equity e che si è buttata anche nel campo del decoro delle unghie dopo l’acquisto di una azienda specializzata del settore: uomo di punta di Orienta Partners è Augusto Balestra, consigliere in F.A. 

F.A. srl è una società a capitale interamente privato è presieduta da Silvestrini con vice Sansavini. 

Per ora FA ha fatto poco e non riesce a far decollare gli aerei. L’unico movimento che si è visto al Ridolfi sono le passerelle dei politici: prima quelli che erano al Governo di Centrosinistra ora quelli che sono al Governo di Centrodestra. Tanto che adesso, i primi accusano i secondi fare passerelle per mettere il cappello sull’affare aeroporto. Il cittadino forlivese e più in generale romagnolo ormai ha perso fiducia e non crede più a nessuno. Ci avevano anche illuso con l’americano Halcombe ma il tutto si è rilevato un vero flop.

Ecco perché la gente comune teme che anche questa volta sia un altro buco nell’acqua o meglio nell’aria. E allora ci si chiede,  perché questi imprenditori si sono messi insieme per gestire il Ridolfi? Qual è il motivo che li ha spinti? E perché non partono come avevano detto? Cosa  li ferma? Forse hanno fatto due conti e hanno visto che l’aeroporto a Forlì non si può sostenere? Prima non avevano fatto due più due? Oppure l’hanno preso in gestione solo per manie di grandezza? E ancora. Si volevano fare uno scalo privato da utilizzare solo per loro come fosse una sorta di eliporto? Tante domande, alle quali, ancora, non c’è una risposta ben precisa. Speriamo arrivino presto perché il Primo Aprile 2020 non abboccheremo più.

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