Nella mattinata del 4 Marzo scorso, militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Forlì intervenivano presso i bagni del parco della Resistenza dove rinvenivano, con a fianco una siringa semivuota, il corpo senza vita di un giovane forlivese di 25 anni.

Poiché gli accertamenti medici legali suggerivano che la morte del giovane fosse verosimilmente dovuta ad una overdose di cocaina, le investigazioni del caso, venivano sin da subito indirizzate alla ricostruzione dettagliata delle ultime ore di vita del ragazzo nonché all’individuazione dello spacciatore.

Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì nella persona del Pubblico Ministero Filippo Santangelo, consentivano di accertare che il giovane, nel pomeriggio precedente, ovvero alcune ore prima del suo decesso, si era recato più volte nella vicina città di Faenza, dove era solito acquistare dal medesimo pusher, un magrebino di anni 31, la cocaina che, pagava con il baratto di alcuni smartphone e di un PC di provenienza furtiva.

Dal quadro indiziario, e a conclusione delle indagini, il GIP del Tribunale di Forlì – Dottor Giorgio Di Giorgio, in data 27 aprile, emetteva a carico del citato pusher un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di detenzione illegale ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e morte come conseguenza di altro delitto (art. 73 DPR 309/90 e art. 586 CP). Lo spacciatore, a seguito di un’articolata attività di ricerca, veniva rintracciato nel comune di Faenza e tratto in arresto nel pomeriggio del 29 aprile e associato presso la Casa Circondariale di Forlì.

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