La truffa dei bancomat
La polizia di stato sta indagando su un episodio recentemente denunciato in questura da parte di un forlivese che ha subito il prelievo fraudolento di 520 euro dal suo conto corrente da parte di soggetto che è abilmente riuscito a carpire il codice segreto dopo che si era impossessato del bancomat che l’istituto di credito gli aveva spedito in sostituzione di quello in procinto di scadere.
Gli autori della truffa infatti prima si sono impossessati di una spedizione di carte ancora da attivare, poi traendo il nome impresso sul bancomat è stato rintracciato il numero di telefono fisso registrato in elenco così che poi una donna ha contattato il titolare simulando essere una impiegatab dell’istituto, chiedendo al cliente se intendesse mantenere lo stesso codice segreto della tessera già in uso ma in scadenza, e alla risposta affermativa ha domandato di digitare il codice sulla tastiera del telefono, indicando questa procedura come necessaria per l’approvazione di questa opzione (che in realtà è una procedura standard).
Evidentemente questi truffatori disponevano di un lettore dei suoni della tastiera che ha così consentito loro di decodificare la serie numerica. Poi si sono recati allo sportello bancomat di Cesena e usando la nuova carta bancomat hanno prelevato il contante. Contestualmente, come è noto, questa operazione ha attivato la nuova carta e disattivato quella vecchia così che il cliente ignaro si è pure trovato con un bancomat scaduto e disattivo. Sembra che questi delinquenti si siano impossessati di una corposa spedizione poiché lo stesso giorno sono stati denunciati casi analoghi anche in provincia di Ravenna e Rimini, per ora sono emersi 5 casi identici. I reati per i quali si indaga vanno dal furto aggravato alla sottrazione di corrispondenza, la ricettazione, la truffa aggravata e indebito utilizzo di carta di credito o pagamento.
La polizia avvisa la cittadinanza a prestare sempre la massima attenzione per non cadere in inganno qualora dovessero ricevere simili telefonate, perché non corrisponde ad alcuna procedura ufficiale delle banche quella di chiedere al cliente se intenda o meno mantenere lo stesso codice segreto, trattandosi invece questo di un automatismo già standardizzato da tempo e non sottoposto alla discrezione del cliente.

Non bisogna mai dare i propri dati sensibili via telefono!!!!! e poi se non si conosce il numero, bisogna controllare su google o tellows, sono le basi