Catturato un barese, è il ladro dei goielli della Madonna del Fuoco patrona di Forlì.
La Polizia di Stato nei giorni scorsi ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino italiano originario di Bari classe 71 P.A. gravato gia da numerosi precedenti penali per reati contro il patrimonio.
La misura restrittiva emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Forli su richiesta del p.m. dott. Santangelo Filippo, arriva al termine di un’indagine condotta dagli agenti della squadra mobile di Forli e dalla Polizia Scientifica sia della locale Questura che del Servizio Centrale, che ha permesso di accertare la responsabilità in capo al P.A. del furto dei gioielli della Madonna del Fuoco (Santa Patrona di Forli) avvenuto il 1° marzo 2018 all’interno della bacheca votiva, collocata nella Cappella Grande del seminario vescovile di Forli.
Nei giorni scorsi infatti, il Servizio di Polizia Scientifica di Roma, comunicava a questo ufficio che, dalla Banca dati nazionale DNA del Servizio per il Sistema Interforze era stata evidenziata una concordanza (hit o Match) positiva e totale, tra il profilo genetico di tale P. A. ed il profilo genetico ottenuto dal reperto biologico, prelevato a seguito di campionatura di sostanza ematica acquisito nel corso del sopralluogo da parte del personale della Polizia Scientifica di Forli, in quanto il soggetto si era procurato delle ferite verosimilmente a seguito della rottura del vetro posto a protezione dei gioielli sacri..
I preziosi, risalenti al ‘700, ornavano la raffigurazione su cartapesta della Madonna del Fuoco, Santa Patrona di Forli (che si celebra il 4 di febbraio) e sarebbero stati oggetto di lasciti testamentari da parte di privati. L’alto valore economico dei gioielli, sia pur mai quantificato, non aveva nessuna copertura assicurativa.
L’eccellente lavoro svolto dagli operatori della Polizia Scientifica tanto a livello locale quanto Centrale ha permesso anche di poter verificare da parte degli agenti della locale Squadra Mobile quello che era stato l’iniziale intuito ossia che potesse trattarsi di un ospite della struttura che all’epoca dei fatti dimorava all’interno proprio del seminario vescovile.
