ALLA FINE NON STA ANDANDO TUTTO BENE
Venerdì 5 Marzo 2021: ci risiamo, gli attaccapanni sono vuoti, le luci si spengono, il cancello viene chiuso, la Scuola si prepara ad un nuovo stop.
Dopo un anno dall’inizio della pandemia, si ripresenta lo stesso scenario: le famiglie si ritrovano nella stessa situazione di anno scorso, asili e scuole chiuse.
In questa nostra protesta pacifica noi ci chiediamo: cosa ne rimane di uno dei valori principali su cui si fonda la nostra Costituzione Italiana, ossia il diritto all’istruzione? Cosa ne rimane del mezzo principale per un bambino per costruirsi una posizione all’interno della società?
La scuola è da sempre stata considerata il luogo ove il bambino entra ed impara a stare nella società, impara il valore dell’amicizia, della cooperazione, del rispetto, delle regole, delle diversità culturali. E’ il luogo dove un bambino può sperimentare, dove impara a conoscere e a gestire le diverse emozioni, dove impara a interagire con altre persone diverse dal suo nucleo familiare.
La scuola è accoglienza, è istruzione, ma da un anno a questa parte le è stato riservato sempre il posto in ultima fila: aperti i centri commerciali, concessa l’apertura dei settori di primissima necessità, ma la Scuola viene chiusa.
C’è la didattica a distanza, verranno istituiti Congedi, ma di fatto, nel concreto, lo immaginate coma possa essere gestito tutto ciò? ci sono famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, la didattica a distanza da chi verrebbe seguita? Dal bambino e i nonni? Solamente dal bambino?
Ci sono famiglie in cui un genitore va a lavorare in azienda e l’altro lavora in smart working: è facile secondo voi lavorare da casa e nel frattempo gestire uno o più bambini?
Neanche i dati dello scorso Dicembre sono serviti per farvi capire come la chiusura delle scuole impatti economicamente e anche psicologicamente nell’equilibrio familiare italiano?
Nel solo mese di Dicembre 2020, in Italia, 100 mila persone hanno perso il lavoro ed il 98% erano donne, mamme lavoratrici.
La nostra Regione è stata nuovamente invasa dalle nuove varianti del Covid-19, ma a differenza della prima ondata, alcune zone sono state meno colpite rispetto ad altre: perchè allora chiudere tutto indifferentemente e non, al contrario, pensare a chiusure mirate localmente e calibrate su dati dei singoli territori?
Perchè privare nuovamente a circa otto milioni di bambini in fascia di età 0-14 anni, la possibilità di formarsi e di creare il proprio futuro?
E’ Venerdì 5 Marzo 2021, ma per noi è come essere tornati a fine Febbraio 2020, quando ai bambini e ai ragazzi, abbiamo fatto appendere fuori dalle nostre case striscioni con l’hashtag Andrà tutto bene, quando gli abbiamo detto “rimaniamo distanti oggi dai tuoi amici per poterli riabbracciare più forte domani”.
E’ Venerdì 5 Marzo, il grembiule sporco di colori rimarrà nella cesta dei panni da lavare, senza fretta, tanto Lunedì non ci sarà scuola.
