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Difesa della salute o delazione

Nove persone multate di 400 euro per essere state sorprese dalle forze dell’ordine mentre partecipavano ad una festicciola, organizzata nell’area cortilizia esterna, per il conseguimento della laurea di uno di loro. A sanzionare i presenti,  secondo la norma, i Vigili Urbani avvertiti e chiamati sul posto da una telefonata di un vicino. E’ salvaguardia della salute o delazione?

Siamo tutti  consapevoli che l’andamento pandemico, legato al Coronavirus, non permette quelle libertà individuali di cui abbiamo goduto e le cui regole sono sancite dalla Costituzione. E’ più di un anno ch la vita degli italiani è stata stravolta e modificata da una serie di norme ( i Dpcm) cui è ricorso il governo giallo-rosso del premier Conte per tentare di porre un freno al dilagare del contagio, in presenza di migliaia i morti. Qui si potrebbe anche aprire un contenzioso legato alla validità delle azioni terapeutiche, ai protocolli non aggiornati, alla disorganizzazione mostrata a tutti i livelli di intervento, per arrivare infine, alla stessa vaccinazione condotta, fino a poche settimane fa, in modo assolutamente dilettantesco. In questo quadro si sono salvati solo il personale sanitario, paramedico e i volontari a cui deve andare enorme riconoscenza. Ma non è questo il tema su cui vorrei offrire uno spunto di riflessione. E si concretizza in una domanda.  

“E’ corretta e moralmente accettabile la delazione?

La norma, ancora vigente, dettata dal Dpcm firmato da Conte nell’ottobre scorso, proibisce feste, anche in abitazioni private, per evitare assembramenti e possibili fonti di contagio. E’ di questi giorni la notizia (ma è solo l’occasione per affrontare l’argomento) che proprio in Romagna nove persone sono state sanzionate con un’ammenda di 400 euro ciascuno per aver preso parte ad una festa di laurea organizzata nell’area cortilizia di un’abitazione. Allertati da una telefonata, sul posto sono giunte le forze dell’ordine che, nel rispetto, di quanto stabilito dalla norma,  hanno provveduto a sanzionare i presenti. Ora il dubbio. Fatto salvo l’obbligo delle forze dell’ordine che in presenza di una violazione hanno il dovere di procedere secondo la norma, come deve essere valutato il comportamento di chi ha ritenuto doveroso chiamare i Vigili? E’stato un atteggiamento delatorio o rientra nella casistica dell’impegno civico per proteggere la salute pubblica? O è semplicemente una sorta di ripicca di un vicino malmostoso e vendicativo? Denunciare una festicciola per il conseguimento della laurea, occasione probabilmente unica nella vita, merita di essere rovinata con ammende da 400 euro? In fondo non era un happening con centinaia di giovani, ma un incontro, tra l’altro all’aperto. In conclusione. Deve sentirsi orgoglioso e soddisfatto chi ha composto il numero del Comando Vigili o il pensiero di essere stato un delatore, con il conseguente giudizio negativo che ne segue, deve farlo riflettere e, fra le quattro mura di casa sua, vergognarsi un po’? 

 Il Tafano

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