Ha più di 70 anni, ed una lunga sfilza di precedenti, per la maggior parte risalenti agli anni 80 e 90, ma ancora una volta si è trovato in Questura per rispondere di un reato.

Vestito da falegname, con tanto di camice beige abbottonato nonostante la calura di questi giorni, capelli bianchissimi e portamento elegante, si aggirava per il centro città proponendosi “porta a porta” per lavori di manutenzione a infissi e serrature.

Gli agenti della volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura, impegnati nel controllo del territorio per la prevenzione dei furti in abitazione, lo hanno visto così, mentre suonava ad un campanello e se ne stava in attesa della risposta di un residente del centro. Il capo pattuglia, poliziotto di lungo corso, lo ha subito riconosciuto, essendo una sua vecchia conoscenza.

Nella cassetta che portava al seguito, attrezzi di vario genere, tra i quali spiccava una chiave passepartout alterata, che ben poteva essere usata a scopi illeciti.

Tanto basta per il sequestro di tutta l’attrezzatura e la denuncia alla Procura della Repubblica per il reato di porto di attrezzi atti allo scasso, un reato la cui contestazione prevede come presupposto fondamentale la condizione che il soggetto risulti già precedentemente condannato per reati contro il patrimonio.

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