In occasione della festa del Corpus Domini che sarà celebrata domenica 3 giugno, giovedì 31 maggio si svolgerà la processione solenne per le vie del centro di Forlì. La processione partirà dalla Cattedrale dopo la messa che il vescovo, mons. Livio Corazza, presiederà alle 20.30. La processione, accompagnata da sacerdoti, religiosi e religiose, dai bambini che hanno ricevuto la prima comunione, fedeli provenienti da parrocchie, associazioni e movimenti ecclesiali, percorrerà piazza Duomo, corso Garibaldi, piazza Saffi, via delle Torri, piazza Ordelaffi per concludersi nuovamente in Cattedrale dove il Vescovo impartirà la benedizione solenne.
Mons. Corazza presiederà la processione del Corpus Domini anche venerdì 1 giugno a Bertinoro partendo alle 20.30 da piazza della Libertà, per arrivare alla Badia, casa madre delle Clarisse Francescane Missionarie del SS. Sacramento, dove ogni giorno feriale, dalle 9 alle 12, si svolge l’adorazione eucaristica. Anche nella chiesa del Corpus Domini a Forlì si svolge l’adorazione ogni giorno, dalle 7 alle 19, mentre nella chiesa parrocchiale di Villanova si svolge quella continua, giorno e notte, ininterrottamente.
Se Forlì non può vantare un miracolo eucaristico, come nella vicina Bagno di Romagna, può però fregiarsi di avere tra i suoi concittadini un inviato papale che documentò quello di Morrovalle. Nella cittadina in provincia di Macerata la notte tra il 16 e il 17 aprile 1560 scoppiò un incendio nella chiesa di San Francesco e, alcuni giorni dopo, tra i resti dell’altare maggiore fu ritrovata intatta l’ostia magna. Il Papa, Pio IV, inviò l’allora vescovo di Bertinoro, il forlivese Ludovico Mannini de’ Theodoli, a verificare il fatto. Accertato l’accaduto il Papa dichiarò l’autenticità del miracolo.
La festa del Corpus Domini venne istituita per la prima volta nel 1246 solo per la diocesi di Liegi. Nel 1264 papa Urbano IV, già arcidiacono di Liegi, istituì la festa per tutta la Chiesa, dopo il miracolo eucaristico di Bolsena quando durante la celebrazione della messa dall’ostia consacrata caddero alcune gocce di sangue che macchiarono il corporale oggi conservato nel duomo di Orvieto.




















