Giovane denunciato per possesso di strumento atto ad offendere. La scorsa notte, verso le 2:30, una volante dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Forlì, impegnata nei consueti servizi di controllo del territorio diretti alla prevenzione e repressione dei reati, ha proceduto all’identificazione di tre giovani che stavano passeggiando nella centralissima Piazza Saffi. Uno di essi, 19enne ferrarese, aveva al seguito uno zaino e così gli agenti, insospettiti dal suo comportamento e per il fatto che a suo carico erano emerse segnalazioni pregresse per reati contro il patrimonio, la persona e gli stupefacenti, hanno deciso di verificarne il contenuto, ritrovando una grossa chiave inglese, nuova fiammante, normalmente usata per lo smontaggio di grossi apparati meccanici. In merito, il giovane ha candidamente dichiarato di averla con sé per <<difesa personale>>. Trattandosi, nel caso in specie, di una motivazione che non giustifica in alcun modo il possesso in un luogo pubblico di quel particolare strumento da lavoro, di contro potenzialmente utilizzabile per l’offesa alla persona, nei suoi confronti si è proceduto per il reato di porto di strumenti atti ad offendere con relativa denuncia inoltrata alla Procura della Repubblica di Forlì.
Litiga con l’esercente per cambio merce, ne esce con una denuncia. Una giovane donna di nazionalità nigeriana, residente a Torino ma da qualche giorno in zona per un breve contratto di lavoro in un locale notturno del comprensorio, è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Forlì per violazione delle norme sul soggiorno, in quanto al controllo operato nei suoi confronti da parte degli agenti delle Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura non ha esibito idonea documentazione attestante la regolare permanenza sul territorio nazionale. Il controllo è scaturito a seguito di un dissidio tra la straniera ed un esercente, in merito alla merce che la cliente aveva appena acquistato ma che, appena uscita dal locale, cambiando subito idea aveva richiesto venisse ripresa in carico con contestuale restituzione del denaro. L’esercente, pur mostrandosi favorevole alla richiesta della cliente, avendo già emesso scontrino fiscale aveva proposto l’emissione di un buono acquisto per pari valore, e da qui è nata una scomposta e chiassosa protesta della donna che ha portato al necessario intervento della Polizia. Alla fine, l’esercente ha ritenuto di chiudere la questione con la restituzione del denaro, ma il fatto è costato alla cliente l’accertamento del reato relativo alla violazione della disciplina sull’immigrazione, poiché pur essendo in regola non aveva al seguito il titolo di soggiorno, così che per la sua identificazione finalizzata alla verifica della regolare permanenza sul suolo nazionale si sono rese necessarie attività di rilievo delle impronte presso la Polizia Scientifica.
Fratelli denunciati per furto. Due ragazzini, entrambi minorenni, fratello e sorella, sono stati denunciati per tentato furto aggravato commesso in un negozio di abbigliamento del centro, poiché hanno provato a sottrarre una maglietta del modesto valore di circa 20 euro staccando il dispositivo antitaccheggio. La commessa si è accorta del fatto poiché aveva tenuto sotto controllo i due che si aggiravano con fare sospetto. Quando sono arrivati alla cassa per pagare altre cose di poco valore, inavvertitamente alla ragazza è caduto il dispositivo antitaccheggio che aveva staccato dalla maglietta, così che la commessa ha trovato conferma dei suoi sospetti ed ha chiamato la polizia. Le volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale, subito intervenute, hanno accompagnato in ufficio i due fratelli e dopo avere stilato i verbali del caso, li hanno riconsegnati ai genitori, residenti in città.




















