L’allarme è scattato ieri mattina dopo alcune ore dall’impatto. A Bagnolo al confine con Villa Rotta c’era un cerchietto rovente. Come non pensare alla navicella cinese. Così è scattato l’allarme.
Ecco il racconto e le foto che ha postato Carlo Rondoni che ha vissuto in prima persona questa singolare situazione:
Frammenti di navicella spaziale cinese a Bagnolo-Villa Rotta, (Carpinello – FC)!?
Evento importante col mio amico Giuseppe Brunelli al confine fra Bagnolo e Villa Rotta, Carpinello (FC).
La mattina della Pasquetta (oggi, 2marzo), mi reco intorno alle 10,30 a far visita al mio amico Giuseppe. Lo trovo sulla strada, mi indica un dischetto di metallo adagiato sul fondo di un grande fosso di scolo adiacente via Narsete e mi racconta: lo sai che è caduto un pezzo della navicella spaziale cinese nel condotto (grande fosso di scolo). Poi mi racconta che circa mezzora prima il dischetto che bruciava con fiamma e produceva un enorme fumo bianchissimo, di entità simile a quello prodotto dai copertoni, era stato spento da altri contadini residenti dall’altro lato del fosso (Famiglia Silvestroni). Non ci siamo avvicinati troppo e abbiamo deciso di informare i Vigili del Fuoco e la stampa locale. Il mio racconto è stato ritenuto credibile. Dopo circa mezz’ora arrivano i Vigili del fuoco: con rituale solenne indossano tute antiradiazioni e maschere chimiche e muniti di strumentazione per la misura di radioattività e dei componenti volatili, si avvicinano con cautela al dischetto di metallo, che viene inserito in un contenitore trasparente e prelevato. Poi, sopraggiunti anche i giornalisti locali, ci avviciniamo al pullmino dei Vigili. Con doverosa e giusta professionalità ci viene spiegato che in questi casi si segue il protocollo NBC, primo intervento per tutti gli aspetti relativi ai pericoli derivanti da sostanze chimiche pericolose, nocive o inquinanti nonché radioisotopi. Si è proceduto misurando la radioattività, (particelle gamma e beta) e i componenti volatili, che comunque non destavano preoccupazione alcuna. Poi il reperto, è stato prelevato e sarà oggetto di future analisi da parte di ARPA. Infine il reperto visto più da vicino, dentro il contenitore trasparente, rassomigliava vagamente a una fusione a forma di dischetto circolare di metallo (diametro 5-6 cm, spessore 1-2cm) con forte corrosione. Ai posteri l’ardua sentenza.
CURIOSITA’ (trovata sul web). Nell’improbabile caso di una caduta sul nostro Paese di qualche frammento della Tiangong 1, va ricordato che per accordi internazionali restano di proprietà della Cina. Quindi non potete prenderli o venderli. Per sicurezza, poi meglio non toccarli nemmeno.(ciò abbiamo fatto!!!).
