Gli avvocati Pier Paolo e Gabriele Gugnoni, padre e figlio, di Meldola, sono indagati e accusati di gravi reati. Si va dalla truffa all’appropriazione indebita, dalla calunnia al patrocinio o consulenza infedele. Il solo Gabriele Gugnoni è accusato anche di sostituzione di persona. I due legali sono indagati dalla Procura di Forlì, titolare del fascicolo è il sostituto procuratore Sara Posa, che ha appena chiuso l’indagine.
Ai due indagati è stato notificato il 415 bis, vale a dire “Indagine chiusa“. Ora avranno tempo una ventina di giorni per produrre documentazione o farsi interrogare, dopodiché la Procura chiederà il rinvio a giudizio per i due avvocati.
Sono 6 le persone che avrebbero truffato alle quali, secondo l’inchiesta, padre e figlio, avrebbero portato via un sacco di soldi e in alcuni casi ridotti nel lastrico. Sempre secondo il sostituto procuratore Sara Posa avrebbero, in concorso tra loro, con artifici e raggiri, ingannato le attuali parti offese facendole firmare e prospettando loro delle utilità con azioni giudiziari. Le persone che risultano raggirate sono tutte del Forlivese, tra Forlì e le vallate.
In pratica illudevano queste persone, che avevano avuto problemi con enti e istituzioni, di fargli arrivare un sacco di soldi di risarcimenti. Così hanno falsamente proceduto contro, ad esempio la Banca d’Italia, la Provincia di Forlì-Cesena, l’agenzia delle Entrate, Unicredit e altro e persino il Ministero dell’Ambiente. Per questi finti procedimenti oltre che farsi pagare chiedevano denaro in anticipo mostrando con documenti falsi, creati appositamente, che la pratica era stata accolta.
Le vittime, illuse, pagavano, perché vedevano il loro risarcimento andare a buon fine e così avrebbero recuperato anche quanto versato ai due avvocati. Tutto falso. Ci sono carte con il logo del Tar, il Tribunale amministrativo, che sono state riprodotte, create con dei collage per dimostrare che tutto stava andando bene.
C’è chi ha versato ai due avvocati oltre 800mila euro, recuperati in parte, chi ha perso 140mila euro e chi 61mila euro. Poi c’è chi, in varie tranche, ha pagato ai Gugnoni 405mila euro e che sono stati recuperati in parte, ma oltre 100mila euro sarebbero andati e rimasti nelle tasche degli avvocati. I fatti contestati comprendono un periodo che va dal 2015 in avanti.
Il raggiro era ben orchestrato e funzionava. Gli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza di Forlì di cui si avvalsa la Procura per le indagini, hanno ricostruito tutto, anche tramite intercettazioni, e alla fine ne è uscito un quadro incredibile che ha portato alle gravi accuse. Secondo gli inquirenti ci sarebbero anche altre vittime che non hanno denunciato o che magari sono ancora tenuti tranquilli con false documentazioni. In un caso, il solo Gabriele Gugnoni, secondo l’indagine, avrebbe creato una falsa mail col nome di un collega avvocato da spedire alla vittima di turno per avvallare la pratica e far credere che tutto era a buon punto. Di qui è stato contestato il reato di sostituzione di persona. Pier Paolo e Gabriele Gugnoni sono molti conosciuti in tutto il forlivese e per questo le persone si fidavano di loro. Avrebbero quindi avuto gioco facile. Nel caso della vittima che aveva avuto problemi con l’Agenzia delle Entrate e che ai legali aveva chiesto di inoltrare un’istanza di annullamento in autotutela di un atto di accertamento con adesione, non hanno informato l’interessato del rigetto dell’istanza, suggerendogli di non ritirare la posta proveniente dall’Agenzia delle Entrate, consigliandolo di interrompere i pagamenti con successiva proposizione di ricorso avverso alla cartella di pagamento, comunicando successivamente che era stato tutto accolto. Ma non era così. Questo poveretto si è trovato sul lastrico senza più la casa. Se tutte le accuse risulteranno vere saremmo di fronte a una situazione di una gravità estrema. I due sono difesi dagli avvocati Giordano Anconelli, Luigi Pirozzi, Roberto Roccari e Nicola Mazzacuva.






















