di Franco D’Emilio

Se dicessi che sto per scrivere di un cittadino esemplare, sicuramente molti farebbero spallucce, come dire “sai che novità, ce ne sono ancora tanti di uomini dabbene che sopportano, pur di evitare che tutto vada a ramengo”!
Se, poi, aggiungessi che questo cittadino esemplare è pure un buon servitore dello Stato, non mi sarebbe certo risparmiata la battuta pungente se davvero possa ancora esistere una mosca bianca tra le tantissime nere, moleste e avide, della cattiva amministrazione!

Se, infine, nemmeno cercassi lo scoop, dicessi che il cittadino esemplare, buon servitore dello Stato, sul quale voglio buttare giù alcune righe, è un carabiniere, allora precipiterei in un silenzio quasi tombale, appena il brusio di qualche malevolo giudizio sull’Arma Benemerita dopo la dolorosa cronaca di quest’ultimi giorni.
Non demordo, ancora di più non sopportando mai i giudizi generalizzati: il cesto complessivo dell’Arma dei Carabinieri comprende ottimi frutti, tantissimi su poche “mele marce” che offendono il glorioso fregio della fiamma.

Così voglio scrivere della Stazione dei Carabinieri di Predappio, tra tanti un piccolo, ma significativo canestro di “mele sane”, ciascuna delle quali un militare di valore, fermo nel proprio giuramento di fedeltà alle istituzioni e sotto il comando di quel cittadino esemplare, buon servitore dello Stato, innanzitutto carabiniere, pari nell’impegno ai suoi sottoposti, rappresentato dal maresciallo maggiore Alessio Donnini.
A lui è affidata da tempo la responsabilità della Stazione predappiese, raffigurata efficacemente dalla sua faccia bonaria e attenta, sempre cordiale dall’alto della sua figura prestante.

Cosa avrà mai fatto il maresciallo Donnini: forse un conflitto a fuoco contro malviventi rapinatori oppure una disperata azione di soccorso o, magari, la soluzione di un’indagine, oscura da tempo?
No, il carabiniere Alessio Donnini, mi consenta l’interessato di appellarlo senza il suo grado, si è solo distinto per un’iniziativa che rivela dove possa arrivare la consapevolezza di un cittadino che sa di servire, quindi rappresentare la volontà dello Stato e, proprio per questo, non riesce a rompere il cordone ombelicale che quotidianamente lega la sua vita di uomo a quella di militare.

Da tempo, il muro di recinzione attorno alla Stazione dei Carabinieri di Predappio aveva bisogno di un intervento di manutenzione che gli conferisse nuovo decoro: per quasi un anno e mezzo, fuori dal servizio, quindi rigorosamente nel rispetto dei doveri d’ufficio, il maresciallo Alessio Donnini, quando ne ha avuta la possibilità e il tempo, ha dismesso i panni militari per indossare quelli del muratore, dello stuccatore, dell’imbianchino.
Giorno dopo giorno, con propri mezzi e impegnando il suo tempo libero, il nostro maresciallo Donnini ha perfettamente restaurato e abbellito il muro di recinzione, come bene testimoniano le foto, inviatemi dall’amico Franco Nanni.

Tanti predappiesi hanno visto il maresciallo, silenziosamente e con tanta umiltà, intento a quest’opera, anche supportato dalla consorte, responsabile dell’imbiancatura finale: una grande prova di condivisione di sentimenti e idee tra due coniugi!
“Chi glielo ha fatto fare? Mica era obbligato! Fatti suoi!”
Già, anche questo è vero, ma fino ad un certo punto perché, spesso, il senso dell’obbligo nasce dal sentimento di partecipazione personale alla vita della comunità, sia locale che nazionale, nella quale viviamo.

Non mi interessano i possibili motivi burocratici o le eventuali difficoltà di finanziamento che possono aver indotto il maresciallo Donnini a diventare muratore/restauratore della sua Stazione: mi interessa solo il “perché”, ultimo e fondamentale, che ha indotto il senso del dovere militare ad intrecciarsi con quello del cittadino ovvero quel senso della dignità del lavoro, personale e altrui, in questo caso entro lo spazio di una Stazione dei Carabinieri, compreso da un muro di recinzione.

Sulla piazza principale di Predappio il maresciallo Donnini, convinto così di ravvivare il valore solido, duraturo dell’Arma, ha voluto contribuire ad una migliore immagine della sua Stazione, sede di Carabinieri che quotidianamente lavorano per la serenità del paese. Per questo ha dedicato il suo impegno di cittadino a sanare, stuccare, contenere ogni possibile “crepa”, prima che sia troppo tardi e tutto vada in rovina.

Sì, è stata una scelta personale, ma al tempo steso dell’intera Arma dei Carabinieri entro la quale Alessio Donnini si è formato professionalmente e dalla quale non può assolutamente dividere la propria esistenza di uomo e cittadino.
Forse, Donnini riterrà fuori luogo questo articolo, ma la notizia è dovuta soprattutto ai predappiesi e al loro Sindaco perché ancora di più sappiano cosa c’è dietro quella faccia bonaria, attenta, sempre cordiale sotto il cappello con il fregio glorioso della fiamma.

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