Ha lasciato il carcere di Ascoli Piceno ed è stato trasferito in quello di Forlì, Innocent Oseghale, il nigeriano accusato dell’omicidio di Pamela Mastropietro e di averne sezionato il cadavere non prima di averla in precedenza violentata. Ora si trova alla Casa Circondariale di Forlì e domani riceverà in carcere la visita dei suoi legali Umberto Gramenzi e Simone Matraxia.
Era stato subito rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto il 18 febbraio scorso, proveniente da quello di Montacuto ad Ancona.
Ad Ascoli avrebbe rivelato nuovi particolari di quanto accadde a fine gennaio nel suo appartamento di Macerata (dove la 18enne romana fu uccisa) ad un collaboratore di giustizia che li ha riferiti agli inquirenti.
Rinviato già a giudizio per spaccio di droga, Innocent Oseghale, fa parte del trio di uomini indagati inizialmente per l’omicidio di Pamela Mastropietro, la 18enne romana il cui corpo è stato dissanguato, pulito con la candeggina e fatto a pezzi, per poi essere riposto all’interno di due trolley, abbandonati in provincia di Macerata.
Confessò tutto all’ex compagno di cella
Le rivelazioni dell’ex compagno di cella sono state il tema principale del lungo interrogatorio a cui ieri il 29enne nigeriano è stato sottoposto nella casa circondariale di Ascoli. Il detenuto è stato interrogato dal procuratore di Macerata Giovanni Giorgio, presenti anche carabinieri della Pg e del Racis e i legali del 29enne, gli avvocati Simone Matraxia e Umberto Gramenzi. Dopo il faccia a faccia, il Procuratore di Macerata ha dichiarato chiuse le indagini. A colpire gli inquirenti il fatto che testimone abbia documentato con particolari minuziosi che non poteva aver appreso dai giornali o in tv. Particolari e circostanze che solo l’assassino poteva avergli riferito.
Oseghale nega di aver ucciso Pamela, ma confessa di averla smembrata
Il capo d’imputazione per Oseghale rimane invariato con le accuse di omicidio volontario, vilipendio e occultamento di cadavere, violenza sessuale. Il nigeriano ha negato di aver parlato con l’ex compagno di cella della morte di Pamela, sostiene di aver avuto con la ragazza un rapporto sessuale consensuale, di averne smembrato il corpo ma di non averla uccisa.




















