di Franco D’Emilio
Terribile, angosciante la notizia, compresa in un’intervista del settimanale forlivese Il Momento al candidato sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, secondo la quale “Sul candidato del centrosinistra si sentono per ora solo voci. Tra le tante, anche una che indica tra i papabili Giorgio Frassineti. …”.
Perchè riservare una simile iattura al capoluogo forlivese?
Se sinora a Predappio con Frassineti è tanto difficile, raro che il buongiorno si veda dal mattino perché rischiare una così cupa prospettiva anche a Forlì?
Viene il sospetto che nelle file del PD predappiese ci sia qualche furbetto, nascostamente incazzato, ma costretto al silenzio, per la nuova gestione dei rifiuti, deciso a sbarazzarsi nottetempo dell’importante, presenzialista sindaco, ormai in scadenza: l’uomo è di peso e non è facile, oltre che costoso a tariffa ALEA, il suo smaltimento, quindi meglio rifilarlo altrove, perché no al riciclo del PD forlivese!
In tempi nei quali tanti illustri piddini forlivesi nicchiano sulla candidatura a sindaco, lasciando la scena a nani e ballerine di seconda fila, il borgomastro Frassineti è proprio la tempra d’uomo che occorre: coraggioso, risoluto ed energico, proprio come l’imprinting predappiese impone, memore del fermo ammonimento di Benito il 2 ottobre 1935 “Se avanzo seguitemi, se indietreggio uccidetemi, se mi uccidono vendicatemi!”
Che Forlì abbia davvero bisogno di tale sprone?
Certo, il borgomastro falce e martello in camicia nera frequenta spesso e conosce la nostra città: quasi ogni giorno da Predappio a Forlì per rinnovare incontri e piaceri conviviali,
Ci sono, tuttavia, dei però che potrebbero ostare alla discesa del nostro gagliardo: qualcuno , incline a cercare il pelino nell’uovo, potrebbe obiettare che Frassineti non è un forlivese autoctono, rivendicando, così, quanto reclama il centrosinistra predappiese per chi volesse candidarsi a sindaco del suo comune; ancora qualcuno potrebbe obiettare che Frassineti, primo cittadino di un paesino di poco più di seimila anime, non disponga dell’esperienza utile a governare Forlì, città grande e problematica, un po’ la stessa osservazione che il centrosinistra forlivese ha sollevato su Zattini, candidato sindaco a Forlì del centrodestra, per il suo limite di aver amministrato Meldola, comune di soli diecimila abitanti.
Nessuna preoccupazione, per il doppiopesismo piddino, due pesi e due misure, come meglio conviene al proprio opportunismo politico, tutto può risolversi con sfrontata facilità: ciò che vale per i suoi avversari non può valere per il PD che, sostenendo così a suo favore una vera e propria discriminazione, rivela fino in fondo un comportamento razzista, come in senso figurato illustra ogni vocabolario italiano.
Sempre nella stessa intervista de Il Momento il candidato sindaco Zattini dichiara di apprezzare un’eventuale candidatura del Frassineti, ma diciamola tutta, il sindaco di Meldola, pur potendo aspirare al confronto con un avversario di più alto spessore, sotto sotto, si lascia tentare furbescamente dalla tentazione pubblicitaria del “gratta e vinci”: TI PIACE VINCERE FACILE!
