FORLIMPOPOLI – Primi, importanti provvedimenti del Pubblico Ministero della Procura di Forlì, dott.ssa Sara Posa, titolare del fascicolo per omicidio colposo aperto all’indomani dell’ennesima tragedia sul lavoro di cui è rimasto vittima, giovedì 19 ottobre, nella frazione di San Martino in Strada, l’operaio di 58 anni Vito Romano, di origini siciliane ma residente da tempo a Forlimpopoli.

Il Sostituto Procuratore, evidentemente sulla base dei primi riscontri ricevuti dagli ispettori dello Spisal, che stanno accertando dinamica e responsabilità dell’incidente, ha iscritto nel registro degli indagati una figura apicale dell’impresa per la quale Romano lavorava, il geometra Beniamino Caselli, 55 anni, vice presidente della società cooperativa Coiec di Pievesestina, grossa azienda che opera nel settore della costruzione e manutenzione di impianti per il trasporto e la distribuzione di energia elettrica, con un centinaio di addetti e (nel 2016) oltre nove milioni di fatturato.

Dalle prime indiscrezioni, il lavoratore, quel maledetto pomeriggio, sarebbe stato colpito in pieno da un alto e pesante palo che un collega stava movimentando con una gru posizionata su un camion e che, una volta piantato dentro il basamento già pronto, doveva servire a portare la linea elettrica in un allevamento di prossima riapertura: Romano, che si trovava a terra accanto al camion, avrebbe presumibilmente dovuto afferrare e poi issare verticalmente il manufatto che però ha subito un’improvvisa oscillazione, probabilmente concausa delle condizioni tutt’altro che ideali del luogo di lavoro, un sentiero stretto e in pendenza, investendo e schiacciando contro il mezzo pesante l’operaio. Un impatto devastante, che non gli ha lasciato scampo.

Sarà decisivo per il procedimento penale l’esito delle indagini degli esperti della medicina del lavoro, che dovranno appurare, in particolare, se siano state osservate tutte le norme di sicurezza previste per quel tipo di delicata operazione e chiarire alcuni aspetti che fin da subito hanno destato perplessità: ad esempio, se potesse essere effettuata da due operai soltanto e perché Romano, la cui mansione era quella di addetto gruista, ne stesse compiendo un’altra, sempre che le prime risultanze vengano confermate.
In attesa di disporre della relazione conclusiva dello Spisal, il Pubblico Ministero, oltre all’iscrizione nel registro degli indagati del vice presidente della Coiec, ha anche disposto l’esame autoptico sulla salma del povero lavoratore incaricando a tal fine come consulente tecnico d’ufficio il dottor Matteo Tudini, medico legale di Bologna. L’autopsia dovrà stabilire con certezza le cause della morte, anche se vi sono ben pochi dubbi che il decesso sia stato dovuto al terribile schiacciamento determinato dal pilone, ed è fissata per domani, giovedì 26 ottobre, alle ore 12, presso l’obitorio di Forlì.

La tragedia ha sconvolto i familiari del 58enne, che lascia la moglie, due figli, una nipotina a cui era legatissimo, la mamma e un fratello. I congiunti della vittima chiedono risposte, chiarezza e giustizia e, attraverso il consulente personale Luigi Peron, si sono affidati a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, compresi gli infortuni sul lavoro, a tutela dei diritti dei cittadini. Studio 3A ha subito messo a disposizione il dott. Luigi Sergolini, medico legale con studio a Padova, che il penalista dei Romano, l’avvocato Marco Frigo, del Foro di Padova, ha nominato quale consulente di parte per la famiglia per affiancare il CTU della Procura nelle operazioni medico-peritali.

Nicola De Rossi

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.