Con la ripresa odierna degli scavi archeologici presso la Villa di Teodorico a Galeata condotti dall’equipe dell’Università di Parma diretta della professoressa Alessia Morigi, docente di Archeologia Classica, si compie un paso decisivo nella direzione della musealizzazione di quest’ area e della sua fruibilità da parte del pubblico. La campagna di scavo che si concluderà il prossimo 20 giugno si svolge sotto la tutela e supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini ed è organizzata grazie al sostegno finanziario e logistico dell’Amministrazione comunale di Galeata. L’ attività di scavo .interessa l’ area che vide la straordinaria presenza di una grande villa romana repubblicana che si sviluppò in età augustea e poi imperiale con settori abitativi e aree riservate alla produzione. Proprio su questo primo impianto sorse in età tardoantica la villa di Teodorico con spazi prestigiosi, padiglioni, impianto termale e ricchissime decorazioni in mosaico policromo nello stile e nella fattura di quelli presenti nella vicina Ravenna, città allora con il rango di capitale.

Come già sottolineato, questa campagna di scavo e documentazione pone le basi  per la realizzazione del  progetto di valorizzazione dell’intero sito archeologico, con la musealizzazione della parte residenziale e di rappresentanza della residenza teodericiana, riportando in luce quanto scoperto dai primi scavi condotti da archeologi nel 1943 fino alle ricerche condotte dal 1998 ad oggi. L’ obbiettivo di questo impegnativo progetto condotto dal comune di Galeata, in parte anche con il contributo finanziario del Ministero della Cultura, è farsi trovare pronti  in vista delle celebrazioni del prossimo anno del 1500° della morte del re Teodorico (526-2026). Il sito archeologico della villa teodericiana è un luogo carico di suggestiva memoria. Di esso racconta la Vita Hilari, antichissima biografia di Sant’ Ellero, monaco fondatore dell’ abbazia che domina ancora oggi la vallata; proprio la costruzione della villa, secondo la Vita, fu l’ occasione dell’ incontro/scontro tra il santo e re Teoderico che sfociò poi in un rapporto di amicizia e collaborazione fra i  due. Infatti si narra che. di fronte al rifiuto di Sant’ Ellero di collaborare alla costruzione della villa, il re ne ordinò l’ arresto. Fallita la cattura a causa del prodigio della  fitta nebbia calata sul colle ove viveva  il santo e che disorientò le guardie incaricate dell’ arresto, Teoderico decise di procedere di persona. Arrivato a pochi passi dalla residenza di Sant’ Ellero, il re rimase pietrificato in sella al cavallo e solo l’ intervento del santo lo liberò da quella scomoda posizione. Seguì quindi la riconciliazione e la nascita del rapporto amicale tra il monarca e Sant’ Ellero. Tornando alla musealizzazione della Villa di Teoderico, essa rappresenta un tassello importante, anche nell’ ottica dello sviluppo del turismo culturale, dell’itinerario storico-archeologico presente nel territorio di Galeata, che include il centro storico del paese, l’abbazia di S. Ellero, la città romana di Mevaniola, il borgo e il castello di Pianetto e il Museo civico “Mons. Domenico Mambrini”.

 Paolo Poponessi

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