La Corte d’Appello di Bologna ha tolto le misure restrittive che erano rimaste a Giuseppe Casamenti, ormai 70enne, vigile del fuoco in pensione accusato di aver assoldato un killer per uccidere la moglie. Non solo sono state tolte le restrizioni come ad esempio i controlli all’Ausl, ma dovranno essere restituiti i soldi che gli erano stati confiscati. Si, perché nonostante in primo grado a Forlì l’uomo fosse stato assolto gli erano stati confiscati i soldi che erano finiti a un nomade che doveva fare il lavoro sporco: uccidere la moglie e fare passare l’omicidio come incidente stradale. Casamenti fu assolto in quanto gli allora avvocati Carlo e il compianto Menotto Zauli puntarono sull’articolo 115 del codice penale: istigazione al delitto non accolta, in pratica non ci può essere condanna per un reato non consumato. Ieri in corte Corte d’Appello a Bologna Casamenti, difeso dagli avvocati Carlo Zauli e Wilmer Naldi ha chiuso definitivamente una brutta storia e ora il forlivese è un uomo libero a tutti gli effetti. Lo aveva incastrato il nomade che subito dopo l’offera era corso dalla polizia a segnalare l’intenzione dell’ex vigile del fuoco. L’indagine portò sul banco degli imputati Casamenti che nonostante l’assoluzione gli furono imposte delle misure come ad esempio la libertà vigilata e obblighi di firma. La moglie lo perdonò e l’Appello di ieri gli ha restituito i soldi e la definitiva libertà.
