Sono state protocollate questa mattina in Comune a Meldola le 606 firme raccolte in una petizione popolare che non vuole il sistema di raccolta imposto, di Alea.
I firmatari non hanno chiesto incontri coi vertici di Alea e nemmeno con gli amministratori. 
L’iniziativa promossa da una cittadina meldolese, Stefania Giunchi, ha ottenuto una grande adesione in pochi giorni, segno del malcontento che “aleggia”.
Nel documento si legge: Chiediamo Isole Ecologiche più attrezzate e con orari più elastici, per il conferimento di tutte le tipologie di rifiuti che non possono essere conferite nei cassonetti.
FAVOREVOLI ALLA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE
FAVOREVOLI ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA
CONTRARI a questo sistema del quale si parla in maniera vantaggiosa, ma che la realtà dei fatti dimostra esattamente l’opposto, perchè le valutazioni si fanno tenendo conto del parere dei cittadini.
Non chiediamo Riunioni con Amministrazione e vertici di Alea.
Chiediamo risposte, perchè è un diritto dei cittadini, restiamo pertanto in attesa, nei tempi previsti dal regolamento Comunale, ringraziamo anticipatamente se vorrete prendere in considerazione questa nostra proposta.
IL DOCUMENTO INTEGRALE 

OGGETTO: PETIZIONE POPOLARE SULLA RACCOLTA DEI RIFIUTI PORTA A PORTA GESTITA DA ALEA AMBIENTE S.p.A.

I cittadini firmatari della presente petizione, esprimono il proprio diniego verso questo metodo di raccolta, inquanto si vanno a colpire, nuovamente, le categorie più deboli, e chi comunque abita in piccoli appartamenti, senza pertinenze esterne, e si ritrovano “costretti” a tenere i bidoni in casa, quando anche l Amministratore Unico di Alea, Paolo Contò, ha ribadito più volte che non vanno assolutamente tenuti in casa, cosa che invece ci viene obbligata a fare, in queste riunioni sono emersi solo controsensi, a discapito di un informazione chiara, ci siamo ritrovati ad ascoltare risposte preconfezionate a domande preconfezionate, al momento delle domande da parte dei cittadini le risposte sono sempre state le stesse: lasciamo che parta, valuteremo, vedremo, non lo sappiamo ancora ecc..ecc..
Facciamo anche notare che la parte di cittadini che al momento “sembra” aver accettato questo tipo di raccolta, ha collocato i propri bidoni in balconi a vista sulle strade, in giardini, o comunque pertinenze esterne dove sono ben visibili, se parliamo di decoro urbano, già in questo modo non è molto edificante, figuriamoci una volta che verranno esposti per gli svuotamenti.
Riteniamo inoltre che non si siano prese nella giusta considerazione le abitazioni in zone isolate, e che non si siano soppesate le esigenze di locali pubblici ed a gestione di beni alimentari che siano in necessità di smaltimento immediato, crediamo pertanto che questo tipo di gestione, carente anche a livello organizzativo, creerebbe notevoli disagi e rischi sia igienici che ambientali.
Sappiamo che ci direte: “il sistema porta a porta integrale presentato da Alea è quello più  conveniente”, ma in realtà, da ciò che è emerso ad una delle ultime riunioni tenute a Forlì, se i costi di gestione e gli addetti di Alea, sono entrambi più alti di quelli di Hera, come fa ad essere un sistema più conveniente e con tariffe più basse?!
Seguendo diversi studi e approfondimenti in materia, recenti ricerche hanno dimostrato come, in generale, per la raccolta porta a porta multimateriale, i costi siano in realtà più alti, con differenze che vanno dal 30 al 40% in più.
Quindi; andando ad eliminare la frase che Voi tutti, Sindaci e rappresentanti di Alea, avete usato fino ad ora a convincimento dei cittadini, cioè:”Siamo stati obbligati dalla Legge Europea e dalla Legge Regionale”, frase che sapete non essere veritiera, perchè sia l Europa che la Regione, obbligano ad un incremento della raccolta differenziata, ponendo obbiettivi in percentuale, per altro recentemente rivisti, ma non impongono affatto con chi e con quali metodi raccogliere i rifiuti, la cosa importante è  il raggiungimento delle percentuali previste.
Ci sono modelli di gestione rifiuti, in uso, che fanno del rifiuto una risorsa per la comunità, la gestione promossa da Alea fa invece, del rifiuto, un problema da risolvere.
Era preciso dovere delle Amministrazioni Comunali, informare “preventivamente” la cittadinanza, in modo chiaro e capillare, come ribadito dalle Leggi citate, di quando e come,  intendevano fare questo servizio, presentando ai cittadini metodo, tempi e costi, cosa che neppure ad oggi che sei dei tredici Comuni sono già partiti con il PaP ed altri partiranno a breve, non è ancora stata nè specificata nè chiarita in ogni sua parte.
Per tutti questi motivi, e tanti altri disservizi che non vi stiamo ad elencare perchè risaputi, oggetto di discussione giornaliera da parte di tanti cittadini, ma mai chiariti da chi di competenza
CHIEDIAMO: la sospensione nei tempi più brevi possibili di questo servizio, a favore di una Raccolta Differenziata Stradale con tessera nominale, alla quale può essere egualmente applicata la tariffa puntuale, chiediamo che dove i cassonetti verranno collocati vengano predisposte telecamere di videosorveglianza, onde evitare danneggiamenti e comportamenti incivili.

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