Verso la fine di gennaio le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Forlì’ avevano denunciato alla Procura della Repubblica una giovane barista di 22 anni, romagnola colta sul fatto mentre stava cercando di uscire dall’Unieuro del Centro Commerciale Punta di Ferro senza pagare cinque playstation del valore commerciale di cira 1600 euro.

La ragazza era in possesso di tutto l’armamentario per cercare di eludere il sistema di rilevazione dell’antitaccheggio, ed in particolare due grandi buste di carta rigida le cui pareti erano state dotate di schermatura in alluminio, che però non garantì sufficiente protezione per eludere l’allarme.

Dopo questa prima fase sono stati effettuati altri approfondimenti sia attraverso la visione delle immagini del sistema di sorveglianza interna, sia mediante rilievi di Polizia Scientifica sulle borse in sequestro, anche tenuto conto del fatto che la ragazza, incensurata, non dava l’idea di una esperta ladruncola, anzi, la specializzazione dimostrata lasciava intendere che dietro la facciata della “brava ragazza” vi fosse l’opera di qualcuno più esperto.

Gli accertamenti esperiti dal Gabinetto Provinciale della Polizia Scientifica della Questura, cui gli agenti delle volanti hanno immediatamente consegnato le due grosse borse schermate sequestrate alla ragazza, hanno permesso di ritrovare alcune impronte digitali riferibili ad un pregiudicato marocchino 35enne, residente a Premilcuore, mentre la visione delle immagini ha permesso di appurare che durante la fasi del furto la giovane era stata coadiuvata da altri due soggetti, due uomini, uno dei quali riconosciuto immediatamente dagli investigatori nel soggetto il cui nome era emerso dalla ricerca sul sistema nazionale A.F.I.S. (acronimo di Automated Fingerprint Identification System) della Direzione Centrale della Polizia Criminale sulle impronte digitali rilevate dalla Polizia Scientifica. Inoltre, proseguendo negli accertamenti, è anche risultato che non era la prima volta che il terzetto colpiva a Forlì, in quanto in altre due occasioni, con lo stesso sistema (questa volta però andato a buon fine) erano riusciti a sottrarre materiale elettronico (principalmente Play Station ultima generazione), procurando così un danno complessivo di circa 2500 euro.

Gli approfondimenti investigativi successivi hanno inoltre consentito di verificare che la ragazza ed il marocchino identificato attraverso le impronte digitali erano soliti frequentare assiduamente i centri commerciali dell’Emilia Romagna e in talune occasioni erano stati individuati insieme ad un terzo personaggio, anche lui 35enne, pregiudicato, di nazionalità tunisina, residente a Casalfiumanese, nei pressi di Imola. Acquisita la sua fotografia, è stato immediatamente riconosciuto sia dagli investigatori, sia dai testimoni che all’epoca avevano notato quelle persone sospette aggirarsi dentro il negozio, così che anche al terzo complice è stato possibile dare un nome ed un cognome. Tutti e tre i soggetti sono stati quindi deferiti alla Procura della Repubblica di Forlì per furto aggravato continuato in concorso.

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