La tomba del Duce è finita nel calderone della grande seduta psichiatrica che certa sinistra, politica, giornalistica e culturale, sta applicando al Paese in preda, a quanto pare, di una nuova follia fascista.
Ieri è stata la volta di Agorà, il programma mattutino su RaiTre. Un’inviata si è recata a Predappio, laddove tutto cominciò, essendo il luogo natale di Benito Mussolini. Lì c’è la casa d’infanzia e c’è la tomba. E c’è il progetto di un grande museo-centro studi dedicato al Ventennio, che il sindaco Giorgio Frassineti, del Pd, sta portando avanti nonostante i freni dei tanti cantori del politicamente corretto. E quale migliore luogo, per parlarne, se non l’interno della cripta? Un affronto che non è passato inosservato agli occhi degli eredi. “Parlassero davanti ai vivi e non davanti ai morti. A questa grave e violenta provocazione sapremo rispondere come famiglia”, ha commentato Alessandra Mussolini, parlando di un gesto “provocatorio e violento” e twittando: “Da questo momento è guerra!”. Sulla stessa linea anche Edda Negri Mussolini, nipote del Duce e figlia della sua ultimogenita Anna Maria e di Nando Pucci Negri, presentatore televisivo. Su facebook ha scritto: “La Famiglia Mussolini ha dato mandato ai propri legali per agire nei confronti della RAI, del presidente dell’ANPI Forlì-Cesena, Miro Gori, e del Sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti (PD), a seguito della trasmissione Agorà di RAI3 andata in onda questa mattina, che ha svolto riprese ed interviste all’interno della Cripta Mussolini senza alcuna autorizzazione. Risponderanno in tribunale di questa gravissima provocazione”.
