Il Pronto Soccorso dell’ospedale Morgagni-Pierantoni di Forlì sta esplodendo. La situazione è drammatica. Decine di persone ammalate o con dolori di ogni tipo in attesa fino a 8 o 9 ore. I malati stazionano ovunque, ammassati senza sapere che tipo di codice gli è stato assegnato e senza conoscere fra quante ore sarà il proprio turno. Una situazione da terzo mondo che ognuno può verificare e toccare con mano, basta che si faccia un giro a qualsiasi ora del giorno e della notte. La cosa più preoccupante è che sembra non esserci una via d’uscita: i politici sono troppo impegnati a preparare la campagna elettorale. Nessuno che dica qualcosa. Tutti zitti. No, anzi c’è qualcuno che parla: è Stefano Bonaccini, il presidente della Regione Emilia Romagna. Ecco lui parla, ma parla di eccellenza della sanità prendendo in giro tutti. Bonaccini viene spesso a Forlì, va nelle aziende, va alle inaugurazioni, va dove ci sono notizie positive. Ma perché non passa a vedere quel “Lazzaretto” che si è ridotto sempre peggiorando il Pronto soccorso di Forlì?. Chi arriva passa dal Triage infermieristico (andrebbe abolito all’istante, perché deve essere un medico a valutare la patologia: il primo soccorso è il momento più delicato). Invece è una infermiera (oberatissimi perché lavorano in maniera massacrante) che decide la tua gravità dopo aver dato un’occhiata al poveretto di turno. E spesso l’occhiata viene data dalla buchetta del vetro (da questo pertugio viene spesso misurata la pressione) o addirittura nella sala d’attesa, tra la gente, ed è qui che si guarda il ginocchio gonfio di una signora che si è tirata sù la tuta in mezzo a tutti, senza un po’ di privacy. Sono tanti quelli che dopo 4, 5 o 6 ore si stancano e tornano a casa rinunciando alle cure e tenendosi il male, perché in quella situazione è insostenibile resistere ancora. Questo è tutto documentato e ne facciamo volentieri a meno della replica dell’ufficio stampa che smentisce o che corre ai ripari dicendo che ci sono molti codici bianchi per l’influenza stagionale. Basta! Non continuate a prendere in giro, piuttosto fate qualcosa per alleviare questa sofferenza e rendere Forlì una città più civile e risolvere questo disastrosa vergogna che nessuno vuole sanare nonostante i costi sempre più alti del ticket.
(Il ragazzo di colore in primo piano nella foto è entrato al Pronto di Soccorso di Forlì alle 13 e alle 20 ha rinunciato alle cure nonostante avesse un fortissimo dolore a una gamba dopo un brutto incidente)





















Prima di scrivere un articolo si presuppone che chi lo scrive (colui che si definisce giornalista) sia informato correttamente sui fatti e abbia un minimo di conoscenza a riguardo. Quindi vada a studiare un po’ la materia e i fatti poi scriva gli articoli, che di “chiacchiere da bar” ne è pieno il mondo.
Mi chiedo di dove tu sia cara valentina, perche chi e di forli sa benissimo che la situazione descritta qua sopra non puo essere piu veritiera, quindi che t’informi o meno se ti vai a fare un giro al pronto soccorso(non che te lo auguri naturalme)dopo 8/10 ore che sei li senza essere ancora stata vista da un dottore(e non parlo di un caso isolato a me personalmente e capitato piu volte) se la penseresti ancora cosi…a meno che la tua replica fosse a difesa di qualcun’altro..ma quel qualcuno non penso di certo sia il povero cittadino che subisce il tutto..
valentina sara’ una dipendente, il pronto soccorso di forli’ non funziona da anni. proprio da quando la prima visita te la fa un infermiere che seppur preparato non puo’ decidere la gravita’ di un paziente. io posso parlare con documenti alla mano. e parlo di 7 anni fa, mio marito paziente oncologico con precedente intervento alla testa piu’ la radioterapia colpito da ictus dopo ore di attesa e una tac e’ stato mandato a casa senza neanche una compressa con diabete alto e pressione alta. risultato segni evidenti di sofferenza agli arti, a Padova dove e’ in cura mi avevano consigliato la denuncia.in un altra occasione era caduto da una scala . trauma cranico, frattura della spalla. frattura di un polso ha atteso ore in una sedia con terribili dolori, ho dovuto insistere per avere del giaccio perche avevano la macchina rotta, dopo tante ore e’ stato ricoverato in medicina d’urgenza. questi sono solo due casi ma ne potrei elencare moltissimi. POCHI MEDICI POCHI MEZZI , SE UNO SI SENTE MALE NON PUO’ ATTENDERE ORE IN UNA SEDIA, OGNI VOLTA CHE VEDO IL PRONTO SOCCORSO DI FORLI’ MI FA PENSARE ALL’ANTICAMERA DELL’INFERNO. E ALL’ARROGANZA DEI NOSTRI POLITICI .POSSO DIRE CHE IO SONO TERRORIZZATA AL PENSIERO DI POTERNE AVERE BISOGNO, NON SONO UNA GIORNALISTA MA UNA PERSONA CHE HA SUBITO TROPPE VOLTE GLI ERRORI DELL’OSPEDALE DI FORLI’.
I nuclei di cure primarie funzionano dalle 8 del mattino alle 19,30 della sera ma tutti corriamo al pronto soccorso anche 8n quehli orari.
Io infatti personalmente se sto male ormai mi sono decisa che piuttosto mi faccio mezz’ora di macchina e vado a cesena piuttosto che andare a forli dove dopo un periodo difficile in cui non riuscivano a trovare il problema e quindi mi ripresentavo ogni due per tre e abbandonata sulla sedia per ore e rimandata a casa senza nessuna risposta finche un giorno mi sono sentita dire “ma sei sicura che stai male” e li non c’ho visto piu e la volta dopo andai a cesena…vi dico solo che venni ricoverata immediatamente dopo il risultato di una tac alla testa..e una cosa la devo dire..non tutte per carita ma una bella percentuale delle infermiere di forli hanno dei modi a dir poco scorbutici e in quelle situazioni l’ultima cosa di cui hai bisogno e qualcuno che ti tratti come uno straccio sporco