Occorre fare sistema per proteggere la biodiversità. Partendo dalla salute del suolo nella ricerca e tutela delle piante autoctone, passando dal mondo delle sementi, che è produttore e al contempo utilizzatore di biodiversità, per arrivare agli investitori attraverso le politiche governative. Un progetto ambizioso ma assolutamente indispensabile quello della biodiversità, per poter pensare al futuro del nostro pianeta.
All’International Rural Forum di Forlì sono intervenuti esperti nel settore della ricerca bio agroalimentare a confronto con operatori del settore dell’Agrobusiness, del Governo, delle Organizzazioni Internazionali e degli Investitori. Dirigersi verso la biodiversità consentirà di intraprendere un consumo più consapevole degli alimenti e aumentare il valore nutrizionale dei prodotti risolvendo il problema della fame per le popolazioni più povere. “ Ci sono milioni di culture che possiamo utilizzare per arricchire la nostra alimentazione” – afferma Ann Tutwiler, Direttore Generale di Bioversity International – “e potremmo garantire l’alimentazione tutto l’anno nei paesi in via di sviluppo aiutando gli agricoltori ad individuare le colture giuste, renderle disponibili e ad un prezzo accessibile.” Puntare sulla biodiversità vorrà dire nutrirsi con prodotti stagionali effettuando la rotazione delle colture; ciò permetterà di valorizzare le specie sottoutilizzate (sia selvatiche che domesticate) e di tutelare il suolo, facendo leva per i raccolti su varietà vegetali più resilienti al cambiamento climatico e resistenti ai parassiti.
Una maggiore attenzione da cui nasce il bisogno di creare un indice per misurare il livello di agro biodiversità, ossia un sistema che consenta di avere un parametro scientifico di valutazione per ridurre ad un numero un concetto complesso da inserire nel sistema finanziario. Questo permetterà di convogliare le risorse dei grandi investitori verso l’espansione di questo ambito. Il primo modello operativo di valutazione, elaborato da Bioversity International, sarà disponibile da luglio 2018 in un programma di sviluppo che rappresenta la grande opportunità per il sistema agroalimentare italiano e globale.
Il tema dello sviluppo sostenibile diventa anche una risposta alle nuove criticità internazionali connesse ai flussi migratori verso l’Europa. “La PAC andrà verso la direzione della sostenibilità – interviene Roberto Ridolfi, Special Adviser FAO – “dove questo cambiamento deve rappresentare creazione di posti di lavoro, decenti e sostenibili. In Europa e anche nei paesi in via di sviluppo. La biodiversità infatti ha a che fare con la migrazione, occorre pensarci uniti all’Africa in questa direzione perché ci troveremo a percorrerla insieme per i prossimi 20 anni” Un altro tassello chiave toccato nel convegno, che ha chiuso concretamente il cerchio della biodiversità, è stato quello legato alla domanda alimentare: quanto siamo disposti e quanto possiamo spendere per alimentarci in modo sano?
Da questo punto di vista, la palla passa alle politiche nazionali che, sostenendo un corretto fabbisogno alimentare, possono indirizzare le produzioni. Si tratta quindi di fare anche un lavoro culturale nei confronti di chi acquista che, richiedendo un prodotto sano e nutriente, creerà la domanda adeguata per dare sviluppo alla coltura della biodiversità.
Un Forum “dal produttore al consumatore” quello che si è svolto alla Fiera di Forlì, ricco di interventi che hanno posto le basi di un lavoro che si svilupperà nei prossimi mesi e nei prossimi anni per continuare a seguire il percorso della sostenibilità, coinvolgendo sempre di più anche le aziende di settore.









