Decine, poi centinaia e infine migliaia di condivisioni per l’appello lanciato da Danila Fiumana, la zia di una bimba di 5 anni sottratta da due anni dai Servizi sociali di Forlì alla famiglia, in modo, ritenuto dalla donna, molto ingiusto. E ora è partita una battaglia senza precedenti, dopo che è scoppiato il caso dei Servizi sociali di Reggio Emilia. Queste persone dopo lo scandalo hanno preso forza e ora sperano. Sperano che qualcuno faccia qualcosa. I nonni della piccola piangono e hanno postato una foto con il loro appello scritto su un foglio.
Su Facebook Danila Fiumana scrive: “CONOSCENDO la realtà di Forlì …dove vivo e dove hanno rubato una bimba ai nonni …NON MI STUPISCIO….giorni d incontro spostati senza avvisare. Centinaia di chiamare a fronte di chiarimenti….quasi mai riusciti a parlare…testimone un eventuale tabulato telefonico….e tante tante tantissime carenze e anomalie….AIUTATECI A RIPORTARE SASHSA A CASA”. E ancora: AIUTATECI A NON SPEGNERE IL SUO MERAVIGLIOSO SORRISO…..CHIEDIAMO SOLO QUELLO CHE È UN DIRITTO….VEDERLA PIU SPESSSO…L EDICATORE CI HA MOSTRATO LE FOTO DEL SAGGIO…..LUI LE HA…NOI NOOOOO….Non è un accusa nei suoi confronti…anzi..e una brava persona…forse il più gentile. Di loro tutti…ci consola sempre….MA È GIUSTO TUTTO QUESTO?”.
Danila sta preparando delle magliette con la scritta: AIUTATECI A RIPORTATE SASHSA A CASA, che vuole regalare a chiunque la richieda.
INTANTO UN AVVOCATO, FRANCESCO MITRAGLIA, ESCE ALLO SCOPERTO E DICE:
L’inchiesta “Angeli e demoni”, coordinata dalla Procura di Reggio Emilia, andrebbe allargata anche a Forlì. L’avvocato ha seguito dal 2004 tanti casi di affidi “facili” e che denuncia pubblicamente gli intrecci poco chiari tra assistenti sociali, case famiglia e tribunali. Quello che è accaduto a Reggio è esattamente quanto accaduto a una mia assistita di Forlì” dice l’avvocato Francesco Miraglia, “alla quale hanno tolto la figlia, che poi è stata data in adozione agli operatori della comunità in cui l’avevano alloggiata. Ho un caso analogo anche a Torino e l’aspetto su cui andrebbe fatta chiarezza è il denominatore comune tra questi tre casi: il medesimo giudice del Tribunale dei minorenni di Bologna”.
Miraglia sostiene che “La cosa più assurda in questa vicenda di Forlì è il fatto che chi ha adottato la ragazzina (che ormai è quasi maggiorenne) abita a 200 metri dalla casa in cui vive la mamma: siccome madre e figlia si incontrano casualmente in città (la cittadina conta 117 mila abitanti appena) e si sono contattate tramite social media, i genitori adottivi hanno denunciato la donna per stalking.
