Scarti tessili contenuti in sacchi neri per l’immondizia abbandonati in capannoni industriali all’insaputa dei proprietari. Coinvolta anche la provincia di Forlì-Cesena. 

Funzionava così, secondo le indagini dei carabinieri forestali di Modena, un traffico illecito di rifiuti speciali, molto costosi da smaltire e provenienti dal comparto di Prato: i militari hanno eseguito due misure cautelari di arresti domiciliari disposti dal Gip del Tribunale di Bologna a carico di due italiani di 53 e 40 anni, considerati a capo dell’organizzazione criminale che aveva avviato una sorta di attività imprenditoriale. Diciotto gli indagati nell’inchiesta della Dda (Pm Stefano Orsi), che ha portato anche alla perquisizione e al sequestro di 24 siti.

Sono stati sequestrati 9.000 metri cubi di rifiuti speciali, ma si ritiene che il quantitativo smaltito sia di molto superiore. Oltre a militari del nucleo investigativo del gruppo carabinieri Forestale di Modena e della stazione Forestale di Pavullo nel Frignano, sono stati impegnati colleghi di Bologna, Ferrara, Ravenna, Reggio Emilia, Forlì, Cesena, Prato, Livorno, Padova, Venezia, Vicenza, Treviso, Rovigo, Verona, Mantova e Perugia, e del comando provinciale carabinieri di Mantova.

Tutto è partito da un controllo del luglio 2018 a Pavullo (Modena): i Forestali trovarono in un capannone industriale circa 2.500 metri cubi di rifiuti tessili. Il successivo approfondimento investigativo ha consentito di accertare che questi erano smaltiti anche in altre numerose località del centro-nord Italia, principalmente del Veneto.

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