Il servizio, realizzato all’esito di specifica attività investigativa e attraverso l’analisi dei dati acquisiti, è scaturito dall’individuazione di un’azienda del riminese che aveva posto in essere un illecito meccanismo di raccolta, trasporto e smaltimento di rifiuti speciali provenienti da lavorazioni edilizie, senza essere in possesso della prevista autorizzazione ambientale. In tale contesto i finanzieri, tracciando i percorsi dei relativi trasporti, hanno individuato un’anomala movimentazione di oltre 1.000 tonnellate di rifiuti, accertando l’irregolarità della condotta nonché un ramificato meccanismo realizzato su una vasta porzione del territorio emiliano – romagnolo da parte di 25 aziende. Quest’ultime, in tal modo, usufruivano illecitamente di vantaggi economici derivanti dalla movimentazione dei propri rifiuti con costi inferiori rispetto a quelli normalmente praticati, causando fenomeni distorsivi del mercato e potenzialmente pericolosi per l’ambiente in quanto i materiali così conferiti erano sottratti ai necessari controlli ambientali.
I rappresentanti legali delle 25 aziende sono stati segnalati alle Autorità Giudiziarie. I reati contestati sono raccolta e trasporto rifiuti senza autorizzazione e irregolare gestione degli stessi, in violazione alla normativa del Testo Unico Ambientale. Elevate sanzioni amministrative per un importo totale fino a 600mila euro.
