Quelle di domani 4 marzo saranno le prime elezioni con il sistema del Rosatellum: un misto maggioritario-proporzionale. I seggi del Parlamento, quindi, saranno assegnati sia con metodo proporzionale sia con metodo maggioritario. Sono in tutto 12.428 le candidature presentate per le elezioni politiche del 4 marzo: 8.256 per la Camera e 4.172 per il Senato. Tra le prime sono 3.885 quelle per la lista uninominale, 4.181 quelle per il plurinominale e 189 quelle per la circoscrizione estero. Per quanto riguarda il Senato si contano 1.953 candidature all’uninominale, 2.138 al plurinominale e 81 per la circoscrizione estero.
Da queste migliaia di candidature uscirà la composizione del nuovo Parlamento e del nuovo Senato. Camera: 630 deputati (232 assegnati dai collegi uninominali con il maggioritario e 386 dai collegi plurinominali, più 12 dalla circoscrizione estero); Senato: 315 senatori (116 seggi assegnati con il maggioritario, 193 con il proporzionale, più 6 dalla circoscrizione estero).
Come e quando si vota?
Si vota solo domenica 4 marzo dalle 7 alle 23. Per esercitare il diritto di voto bisogna avere 18 anni per la Camera, 25 per il Senato. Al seggio servono un documento di identità valido e la tessera elettorale. Complessivamente gli aventi diritto sono 46.604.925.
Al seggio gli elettori riceveranno una scheda gialla per il Senato e una rosa per la Camera. Ogni scheda riporterà in un rettangolo il nome del candidato nel collegio uninominale. Nella parte sottostante ci sarà il simbolo della lista o delle liste collegate al candidato uninominale, con a fianco l’elenco dei candidati nel collegio plurinominale.
Per votale l’elettore a due possibilità: apporre una croce sulla lista, estendendo così il voto anche al candidato uninominale collegato, oppure apporre un segno su un candidato uninominale, e il voto si estenderà alla lista o liste collegate in misura proporzionale alle preferenze ottenute nel collegio da ogni singola lista. Il voto è valido anche se si appone il segno sia sul candidato uninominale che sulla lista o su una delle liste collegate. Non è invece possibile il voto disgiunto, cioè votare per un candidato uninominale e, nel contempo, per una lista collegata a un altro candidato.
Chi è in ospedale o casa di cura può votare nel luogo di ricovero. Gli elettori diversamente abili con grave impedimento fisico, come ciechi o affetti da paralisi, possono essere accompagnati nella cabina elettorale. Chi dipende da apparecchiature elettromedicali, può votare a casa. Anche i detenuti possono votare, dopo aver inviato al sindaco una dichiarazione con l’attestazione del direttore dell’istituto.
Quando inizia lo scrutinio?
Lo spoglio delle schede elettorali delle Politiche comincerà alle 23 del giorno delle elezioni, con il conteggio del numero dei votanti. poi si procederà con lo scrutinio per il Senato e infine quello della Camera dei deputati.
Quante liste ci sono?
Le forze politiche in corsa alle elezioni del 4 marzo sono 38, rappresentate da 42 simboli (4 sono stati adattati per i territori con minoranze linguistiche).
Smartphone in cabina?
In cabina elettorale è vietato introdurre il telefonino, se poi si fotografa la scheda arriva una sanzione di 15mila euro.
Emilia-Romagna
All’Emilia-Romagna spetteranno 45 deputati e 22 senatori che verranno contesi da 567 candidati: 365 alla Camera e 202 al Senato. Le donne sono 1.719.887, mentre gli uomini 1.607.002. Questi gli elettori per provincia: Bologna 760.157; Modena 515.110; Reggio Emilia 388.123; Parma 331.054; Forlì-Cesena 298.023; Ravenna 293.320; Ferrara 276.217; Rimini 253.521; Piacenza 211.364.
Quando si riunirà per la prima volta il Parlamento?
Il nuovo Parlamento si riunirà per la prima volta il 23 marzo, entro il limite previsto dall’articolo 61 della Costituzione (secondo cui la prima riunione delle nuove “Camere ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni”). In quella data si eleggono inizialmente gli uffici di presidenza provvisori di Camera e Senato, poi si procede all’elezione dei due presidenti. Al Senato sono previsti quattro scrutini al massimo (due votazioni a maggioranza assoluta, poi una a maggioranza dei votanti e infine un ballottaggio). Alla Camera si vota a oltranza fino a che un candidato non ottenga la maggioranza assoluta dei voti: si vota a scrutinio segreto nel primo voto a maggioranza dei due terzi dei componenti, per il secondo e il terzo scrutinio servono i due terzi dei voti, e infine a maggioranza assoluta dal quarto scrutinio in poi.
