Il Comune di Imola ha deciso di presentare un ricorso straordinario al Capo della Stato, contro la delibera del Consiglio d’Ambito di ATERSIR (n. 19 del 19/3/2018) “Servizio Gestione Rifiuti. Approvazione dei Piani economico – finanziari del servizio di gestione dei rifiuti urbani per l’anno 2018 del territorio provinciale di Bologna ai sensi dell’art. 7 comma 5 lett. b) e c) L.R 23/2011. Lo ha stabilito la giunta comunale, che nei giorni scorsi ha approvato un’apposita delibera con la quale assume tre azioni ritenute necessarie al recupero delle maggiori somme corrisposte negli ultimi anni dal Comune ad Hera, in base a quanto determinato da Atersir, per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti nel proprio territorio.
Le annualità interessate saranno considerate in modo diverso, con azioni sviluppate in parallelo fra loro. Per l’anno 2018, il Comune procede con il suddetto ricorso straordinario al Capo dello Stato, per impugnare la delibera Atersir 2018, che ad avviso del Comune, attribuisce ad Imola importi superiori al dovuto. Mentre per le precedenti annualità 2013, 2014, 2015 e 2016 (e, in quanto risulterà dal rendiconto per il 2017), per ragioni di termini processuali, il Comune procederà in primo luogo con un tentativo di composizione transattiva, cioè un tentativo di accordo, con ATERSIR e con HERA, finalizzato a concordare un piano di rientro delle cosiddette “sovra coperture”, cioè le cifre che il Comune ritiene di avere pagato in più; in secondo luogo, nel caso questo accordo non venga trovato, sono previste altre forme di azione legale per arrivare alla restituzione di quanto richiesto.
L’incarico per effettuare le suddette attività ed azioni è stato conferito dal dirigente competente, secondo quanto stabilito dalla delibera stessa, al Prof. Avv. Giandomenico Falcon. Come riportato dalla delibera, “considerata la rilevanza e complessità della vicenda che verte su una questione settoriale tale da richiedere uno specialista di comprovata esperienza e tenuto altresì conto dell’imminente scadenza dei termini per il ricorso straordinario” la scelta ricade sul Prof. Avv. Falcon, “in considerazione del fatto che detto legale ha già ampiamente esaminato la vicenda, così da assicurare efficienza, efficacia ed economia di spesa alle azioni da intraprendere”.
Dichiarazione sindaca Manuela Sangiorgi – “Assumere tutte le misure necessarie a salvaguardia dei diritti della nostra comunità per assicurare la miglior tutela dell’interesse comunale e dei cittadini è uno degli elementi fondamentali sui quali si baserà sempre l’operatività di questa amministrazione. Un cambio di passo che oggi mette sotto la nostra lente d’ingrandimento la delibera del Consiglio d’Ambito di ATERSIR per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti nel nostro territorio ma che, in ugual misura, passerà ad analizzare singolarmente ogni casistica meritevole della massima attenzione e trasparenza” dichiara Manuela Sangiorgi, sindaca di Imola.
Come si arriva a questa decisione – Tutto prende avvio da maggiori costi che, a parere dell’Amministrazione comunale, il Comune ha pagato negli anni scorsi ad Atersir rispetto al servizio fornito per la raccolta rifiuti. Il meccanismo è il seguente: per il servizio di raccolta rifiuti sul territorio comunale, il Comune paga ad Hera Spa un costo determinato annualmente da un piano economico finanziario (PEF) approvato da Atersir, il cui costo è poi recuperato dal Comune attraverso la TARI.
Complessivamente, negli anni 2013-2014-2015-2016 (il rendiconto 2017 non è ancora pervenuto) tra i costi dei PEF approvati ogni anno da ATERSIR ed i rendiconti finali redatti dal gestore Hera e trasmessi al Comune da ATERSIR, si è riscontrato uno scostamento che a parere dell’Amministrazione comunale ha comportato per il Comune di Imola un maggior costo di 1,458 milioni, che ha gravato sulla Tari e quindi sui cittadini.
Le suddette azioni sono quindi state assunte dalla giunta comunale in quanto ritiene di “dover attivare ogni necessaria azione per il recupero delle somme derivanti dal disallineamento dei PEF delle annualità 2013, 2014, 2015 e 2016, rispetto ai costi effettivi del servizio accertati in sede di rendiconto in applicazione dei principi di prudenzialità e di correttezza dell’azione amministrativa”. Principi che, come è riportato nella delibera suddetta, “impongono all’Amministrazione Comunale di assumere le misure necessarie a salvaguardia dei diritti della propria comunità, così da non lasciare intentato alcun rimedio di potenziale utilità per il recupero delle somme pagate in eccesso, al fine di assicurare la miglior tutela dell’interesse comunale”.
Va ricordato che in precedenza, nel giugno 2017, la giunta comunale di allora aveva ipotizzato di proporre ricorso al Tar Emilia Romagna contro la deliberazione del Consiglio d’Ambito di ATERSIR relativa all’approvazione del PEF 2017 per il servizio di gestione dei rifiuti urbani del Comune di Imola, per chiederne la riforma e/o l’annullamento ed esercitare ogni possibile connessa azione e attività volta a impedire il pagamento di somme non dovute dal Comune di Imola, nonché volta a ottenere la restituzione di €. 1.157.464,46 quali maggiori somme corrisposte in eccesso dal Comune e dai suoi cittadini in relazione alle annualità 2013, 2014, 2015 e (in quanto fosse risultato dal rendiconto) 2016. Tuttavia, a questa ipotesi di ricorso, la giunta di allora non ha poi dato seguito.
Ed anche il PEF 2018 approvato dal Consiglio d’Ambito di Atersir nel marzo di quest’anno non è stato condiviso dal Comune di Imola (come si evince dalle note inviate ad Atersir in data 6/2/2018 e in data 7/3/2108), “in quanto non accompagnato da un meccanismo che consentisse, ancorché su base pluriennale, il recupero delle maggiori somme corrisposte dal Comune nelle annualità dal 2013 al 2016”. E la stessa delibera di approvazione dellaTari 2018 (firmata dal Commissario straordinario coi poteri del Consiglio Comunale n. 34 del 29/3/2018) “prende atto con riserva dell’approvazione del PEF 2018, senza dare acquiescenza ed esclusivamente ai fini dell’articolazione tariffaria”.
Arrivati a questo punto, poiché il Comune di Imola non ha presentato ricorso al Tar contro il Pef 2018 di Atersir entro i termini di legge, cioè entro il 18 maggio scorso, la strada del ricorso straordinario al Capo dello Stato e le altre due azioni portate avanti in parallelo sono l’unico modo che questa Amministrazione comunale ha per recuperare quanto versato in più del dovuto e quindi per tutelare i propri cittadini.




















